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Stonehenge: un caso fortuito ha permesso di determinare la provenienza dei megaliti

Un frammento di roccia prelevato dal sito archeologico nel 1958, e restituito dopo 60 anni, ha permesso di determinare da dove provenivano i blocchi di roccia arenaria che sono stati utilizzati per costruire uno dei monumenti più misteriosi dell’antichità.

Esteri
Pubblicato il 31 luglio 2020, alle ore 19:32

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Stonehenge: un caso fortuito ha permesso di determinare la provenienza dei megaliti

Il segreto sull’origine dei giganteschi blocchi di roccia di Stonehenge era racchiuso dentro un piccolo frammento di roccia, per anni rimasto custodito a mo’ di souvenir in Florida. Dopo aver diviso per decenni scienziati e archeologi, oggi possiamo quindi affermare con certezza da dove siano stati estratti i blocchi alti sette metri e pesanti 20 tonnellate, usati per costruire uno dei più misteriosi monumenti della preistoria.

Per arrivare a determinare la provenienza di queste rocce di dimensioni colossali, è stato quindi sufficiente analizzare un piccolo frammento che Robert Phillips aveva tenuto per sé dopo aver preso parte ai lavori per la conservazione del sito megalitico negli anni Cinquanta.

Il cilindro, estratto nel 1958 da questo misterioso luogo di culto, venne prelevato allorché si rese necessario trapanare una delle rocce per inserire una barra di metallo che avrebbe reso la struttura più stabile. Quel pezzo di pietra lungo poco più di due palmi, a seguito di opportuna richiesta venne tenuto dal signor Phillips come ricordo.

Dopo averlo conservato al pari di un cimelio, in occasione del suo 90esimo compleanno celebrato nel 2018, il proprietario di questo reperto ha però deciso che era più opportuno restituirlo alla Gran Bretagna. Qui gli scienziati si sono immediatamente messi all’opera per cercare di saperne di più. Le analisi condotte dai ricercatori dell’Università di Brighton, pubblicate per mezzo di un articolo apparso all’interno di Science Advances, hanno permesso di appurare che i blocchi provengono dal sito di West Wood che si trova a circa 25 chilometri a nord di Stonehenge.

Ora che è stato finalmente possibile determinare quale sia la loro provenienza, rimane ancora da scoprire come l’uomo vissuto in un periodo compreso tra 5.000 e 3.000 anni fa sia stato in grado di trasportare degli immensi blocchi di arenaria per così tanta strada, ma soprattutto per quale ragione e quale sia il significato di queste costruzioni, che per essere realizzate hanno comportato un più che plausibile sforzo titanico.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Come spesso accade, a risolvere un rebus di antica data può contribuire il caso o una serie di circostanze imprevedibili. Fa quindi sorridere pensare che per scoprire la provenienza dei megaliti di Stonehenge, fosse necessaria una prova che è stata per tanto tempo sepolta in Florida. Ora però che sappiamo l’origine, rimangono ancora molti interrogativi su quello che è un sito archeologico tanto affascinante quanto controverso. È quindi logico prevedere che forse non saremo mai in grado di rispondere a tutte queste curiosità che tormentano scienziati e archeologi.

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