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Stati Uniti, anziana in ospedale per una tac: iniezione letale al posto del calmante

L'infermiera doveva iniettarle un calmante per i problemi di claustrofobia dell'anziana che doveva sottoporsi alla Tac: per errore le somministra il farmaco utilizzato per giustiziare i prigionieri nel braccio della morte.

Esteri
Pubblicato il 3 dicembre 2018, alle ore 11:09

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Stati Uniti, anziana in ospedale per una tac: iniezione letale al posto del calmante

Un errore fatale per un’anziana signora del Tennessee, recatasi in ospedale per fare una tac a causa di un forte mal di testa che le aveva momentaneamente tolto la vista.

La 75enne, soffrendo di claustrofobia, aveva bisogno di un lieve calmate per poter procedere con l’esame, ma l’infermiera le ha iniettato il farmaco letale che si usa per processare i progionieri nel braccio della morte.

L’ospedale americano è finito sotto inchiesta per il terribile errore fatto dall’infermiera, che non ha solo provocato la morte dell’anziana signora, ma le ha fatto anche provare dolori strazianti, così come l’avvocato difensore della famiglia afferma, descrivendo nei dettagli i sintomi che quel farmaco provoca a chi viene iniettato.

Ingannata dal nome dei farmaci

La 75enne avrebbe provato dolori strazianti subito dopo l’iniezione fatta dall’infermiera, queste le parole che l’avvocato ha usato in tribunale dopo l’inchiesta aperta presso l’ospedale americano. Il Vecuronium è il farmaco utilizzato durante l’iniezione letale in America, e provoca la chiusura dei polmoni mentre si è ancora vigili e svegli, generando dei dolori davvero strazianti.

L’infermiera si sarebbe confusa a causa dei nomi simili dei due farmaci: il Vecuronium è il medicinale utilizzato per processare i detenuti nel braccio della morte, mentre l’ansiolito che avrebbe dovuto iniettare alla 75enne si chiama Versed. Secondo quanto raccontato dalla donna, avrebbe avuto difficoltà nel trovare il farmaco ed ha così digitato le prime due lettere per capirne la disposizione. Sfortunatamente però, i due farmaci iniziano in modo uguale, e l’infermiera distratta ha così preso quello errato senza prima controllarlo.

Secondo il protoccolo inoltre, le infermiere devono rimanere al fianco del paziente subito dopo una qualsiasi iniezione, per poter intervenire nell’immediato in caso di reazioni improvvise, ma nel caso della 75enne, l’anziana è stata lasciata sola durante tutta la tac. L’infermiera è ritornata dalla paziente quando non c’era già più nulla da fare.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Vengono i brividi nel leggere questa notizia: ti fa capire davvero che possa succedere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, anche quelle che sembrano più impossibile e assurde. Ormai, qualsiasi sia il verdetto o la fine delle indagini, nulla riporterà in vita l'anziana signora o toglierà dalla testa dei suoi familiari il pensiero del dolore che ha dovuto provare una persona amata.

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