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Spagna, il governo rimborserà le multe comminate per la violazione del lockdown

In Governo spagnolo inizia il rimborso delle multe comminate ai cittadini per il mancato rispetto del primo lockdown, dal 14 marzo al 21 giugno, nella fase iniziale della pandemia

Esteri
Pubblicato il 25 ottobre 2021, alle ore 16:47

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Spagna, il governo rimborserà le multe comminate per la violazione del lockdown

Il Governo spagnolo ha disposto la creazione di una task force che provvederà al rimborso di tutte le multe comminate ai cittadini per il mancato rispetto del confinamento domiciliare durante il primo stato di emergenza da Covid-19 e all’annullamento delle pratiche ancora in fase di elaborazione. Lo ha reso riferito una fonte del Ministero delle Politiche Territoriali all’Agenzia Europa Press.

A questi gruppi di lavoro partecipano l’Agenzia delle Entrate, la Delegazione dell’Economia, il Tesoro, il Ministero delle Politiche Territoriali e i servizi informatici dello Stato, indispensabili per un’operazione di portata senza precedenti. I cittadini che vorranno avvalersi del rimborso dovranno recarsi presso la delegazione o subdelegazione del Governo della propria provincia, dove sarà abilitato un apposito meccanismo per effettuare l’operazione.

Lo stato di emergenza, dichiarato dal Regio Decreto del 14 marzo, ha consentito agli Organi di sicurezza dello Stato, alla polizia regionale e locale di sanzionare i cittadini che violavano il divieto di libera circolazione, ma lo scorso luglio la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale tale provvedimento. Mentre la Corte studia la possibile incostituzionalità anche del secondo stato di emergenza, che complicherebbe ulteriormente la situazione, il governo centrale ha deciso di guadagnare tempo procedendo alla restituzione “d’ufficio” delle multe già pagate.

Le cifre sono da capogiro: 1.142.127 sanzioni inflitte in tutta la Spagna durante il primo lockdown, dal 14 marzo al 21 giugno, e almeno 220.296 sanzioni nel secondo, dal 26 ottobre al maggio, secondo i dati forniti dal Ministero della l’Interno.

Il tribunale ha ritenuto che lo stato di emergenza non fosse lo strumento adeguato per imporre la totale sospensione del diritto di libera circolazione dei cittadini. Insomma non ha messo in dubbio la necessità del confinamento domiciliare per fermare l’espansione del coronavirus in Spagna, ma piuttosto lo strumento costituzionale utilizzato: per imporre un tale confinamento, generale e indiscriminato, sarebbe stato necessario applicare lo stato di eccezione.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - I soldi pagati per il mancato rispetto del lockdown torneranno nelle tasche dei trasgressori. La sentenza della Corte Costituzionale spagnola stabilisce un precedente affinché in futuro non possa essere imposto un confinamento generale e indiscriminato come quello vissuto nel 2020 con uno stato di emergenza. Questo strumento consente solo la limitazione dei diritti, non la loro sospensione totale, tipica di uno stato di eccezione.

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