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SpaceX: la capsula Dragon è volata alla volta della ISS, con dei mini organi umani

Dopo due rinvii a causa della posizione orbitante della ISS e di alcuni problemi legati alla piattaforma della nave drone, la capsula di Elon Musk ha raggiunto l'orbita terrestre bassa con a bordo innovativi esperimenti scientifici.

Esteri
Pubblicato il 9 maggio 2019, alle ore 01:49

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SpaceX: la capsula Dragon è volata alla volta della ISS, con dei mini organi umani

Il 17esimo viaggio commerciale di SpaceX, con a bordo un carico scientifico sperimentale senza precedenti, si è finalmente concretizzato lo scorso 4 maggio 2019, portando a termine la missione che fa parte di un programma che da anni vede impegnate insieme l’azienda di Elon Musk con la Nasa.

Problemi legati alla posizione della ISS, orbitante per ben 15 volte attorno alla Terra ogni giorno, e un’anomalia all’alimentazione elettrica della ASDS, che ha il delicato compito di accogliere il booster riutilizzabile di ritorno sul nostro pianeta, hanno impedito alla Dragon di spingersi verso la Stazione Spaziale già il 26 aprile, poi di nuovo il 30, per posticiparsi inoltre dall’1 al 3 maggio e partire finalmente il 4 da Cape Cavenaral.

Dove un tempo venivano proiettati nello spazio i lanciatori Titan della Nasa, protagonisti indimenticabili del programma Gemini (immediatamente precedente la missione Apollo), l’eccezionale lancio del Falcon 9 di Elon Musk si è svolto con precisione alle 2.48 a.m. (8.48 in Italia) dal glorioso complesso di lancio 40 sito in Florida. Il missile è rientrato sulla “Of Course Still I Love You” in 8 minuti, tempo necessario a sganciare nell’orbita geostazionaria la Dragon per permetterle di raggiungere correttamente la ISS due giorni dopo.

Quest’ultima si è agganciata al Canadarm2, la “gru” della Stazione Spaziale Internazionale costituita da un braccio robotico di 18 metri, con una complessa manovra curata dagli astronauti David Saint-Jacques e Nick Hague dell’Expedition 59.

A bordo della capsula Dragon, un carico di circa 5,5 libbre, tra rifornimenti per l’equipaggio, materiali di ricambio, e importanti esperimenti scientifici: trattasi di strumenti per l’Orbit Carbon Observatory, con il fine di studiare l’evoluzione dell’anidride carbonica a contatto con l’atmosfera dello spazio e di mini organi umani posti su chip 3D, allo scopo di capire cosa accade alle malattie ad un’altezza dalla Terra di circa 400 km dal livello del mare.

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Cosa ne pensa l’autore
Giada Tortora

Giada Tortora - Studiare il comportamento delle nostre malattie sulla ISS rappresenta una svolta interessante per il campo medico ed un'importante speranza per la nostra vita sulla Terra. Se per alcuni le missioni spaziali sono motivo di spreco economico e una futile trovata commerciale, in realtà possono significare un concreto aiuto per la risoluzione di questioni irrisolte di rilevanza notevole, come la nostra salute.

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