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Somalia: fucilato da un plotone dopo aver violentato la figliastra di 3 anni, morta dopo la violenza

Hussein Adan Ali è stato giustiziato a fucilate da un plotone di esecuzione. Il 28enne ha stuprato la figliastra di 3 anni, che è in seguito morta a causa delle ferite riportate durante la violenza.

Esteri
Pubblicato il 17 luglio 2021, alle ore 15:40

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Somalia: fucilato da un plotone dopo aver violentato la figliastra di 3 anni, morta dopo la violenza

Un uomo è stato giustiziato a fucilate dopo essere stato condannato come colpevole per lo stupro e la conseguente morte della figliastra di soli 3 anni. La terribile vicenda si è svolta in Somalia, dove nel sud del Paese il 28enne Hussein Adan Ali è stato pronunciato colpevole mercoledì da una corte di Dhobley, nello Stato Federale Oltregiuba.

Nell’ultima sessione del processo, trasmesso in diretta nella televisione locale, Ali è stato condannato per lo stupro della bambina, che è in seguito morta a causa delle ferite riportate durante la violenza. Non è chiaro quando sia avvenuto lo stupro, ma i giudici durante la condanna hanno confermato che la bambina è morta mercoledì, stesso giorno dell’ultima udienza.

Ad emettere la condanna un gruppo di anziani in abiti tradizionali e ufficiali di corte, che hanno esaminato le prove prima di decidere la sentenza. La televisione nazionale somala ha pubblicato sul proprio account Twitter una foto di Hussein, scrivendo: “Lo Stato Oltregiuba ha oggi giustiziato tramite plotone di esecuzione Adan Ali, che è stato recentemente condannato a morte dopo la la corte lo ha trovato colpevole di aver stuprato una bambina di 3 anni che è in seguito morta per le ferite“.

I report dei media locali non specificano se l’uomo abbia avuto la possibilità di presentare appello alla sentenza, né se avesse un legale che lo rappresentasse. La corte ha detto che la sentenza era legittima in base alla Legge Islamica vigente in Somalia.

Secondo quanto riportato dai media locali, sembra che prima di compiere l’orribile violenza sulla figliastra l’uomo avesse masticato delle foglie di qāt. Classificate come droga dalla OMS a partire dagli anni ’80, le foglie di qāt causano stati di eccitazione e di euforia, reprimono gli stimoli di fame e fatica, provocano insonnia e possono portare a forme di dipendenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Sperando che il processo sia stato fatto correttamente e che fosse veramente colpevole, in caso abbia fatto veramente quanto sostenuto ritengo la pena corretta. Una persona che si macchia di un crimine del genere non può continuare a vivere nella società civile, basta immaginare quanto debba aver accanito sul corpo della bambina per causarne anche la morte per capire che non è recuperabile.

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