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Soffoca il figlio della partner contro il sedile dell’auto: disturbava la sua chat con 4 donne

Alfie Lamb, un bimbo di tre anni, è stato schiacciato e soffocato contro il sedile dell’auto dal fidanzato della mamma: anche la madre è accusata di omicidio colposo.

Esteri
Pubblicato il 6 febbraio 2019, alle ore 12:22

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Soffoca il figlio della partner contro il sedile dell’auto: disturbava la sua chat con 4 donne

La tragedia è accaduta a sud di Londra: Alfie Lamb, tre anni, è stato pressato fino alla morte contro il sedile dell’auto dal fidanzato della mamma, Stephen Waterson, di 25 anni. Nell’Audi in viaggio da Sutton a Croydon erano presenti quattro adulti e due bambini. 

Waterson, seduto sul lato anteriore passeggero, ha abbassato il sedile per due volte, ed ha compresso il volto del bambino contro la spalliera: il piccolo lo stava disturbando, singhiozzava, e chiamava la mamma, Adrian Hoare, di 23 anni. La madre si trovava nella parte posteriore dell’auto, con un’altra donna, Emilie Williams, e non ha fatto niente per impedire che il giovane uccidesse il figlio.

Il paramedico Jason Sammut, giunto sul luogo assieme ad un collega, ha raccontato che il piccolo si trovava a terra in arresto cardiaco, e non respirava: “Qualcuno delle persone presenti ha provato a giustificarsi dicendo che si era addormentato su un taxi e quando sono arrivati a destinazione non erano più riusciti a svegliarlo”. I soccorritori hanno testimoniato che i vasi sanguigni intorno agli occhi del bambino raccontavano una storia ben diversa da quella consegnata. 

Il colpevole Stephen Waterson ostenta indifferenza

Il Daily Mail ha riportato che, mentre il bambino lottava fra la vita e la morte, Waterson era intento a chattare con quattro donne. In alcuni messaggi gli inquirenti hanno trovato frasi di tale tenore: “Perché non vieni a stare con me”. L’accusato ha motivato il suo assurdo gesto affermando che dietro a quelle conversazioni non vi era alcun intento sessuale. I testimoni hanno inchiodato l’uomo che, oltretutto, ha fornito ricostruzioni sull’accaduto contraddittorie. Il bimbo è morto due giorni dopo, per arresto cardiaco.

Nei giorni successivi alla morte di Alfie, Waterson ha minacciato la sua fidanzata e gli altri presenti in auto, intimandoli di non rivelare l’accaduto. Sotto interrogatorio l’uomo ha, addirittura, avvertito la polizia di prestare attenzione al loro operato, perché i suoi “genitori potenti” sarebbero intervenuti: il padre adottivo, Nigel Waterson, è un ex ministro e avvocato. 

Il procuratore Duncan Atkinson ha ricostruito la dinamica dei fatti: “È stato schiacciato dal sedile dell’auto e soffocato, era irritato dal rumore e dalla confusione che faceva il bambino durante il viaggio”. La corte ha ascoltato anche Marcus Richardson che quel giorno si trovava alla guida della vettura: “Quando Waterson ha tirato fuori Alfie dalla macchina, ho sentito solo dire alla mamma: che cosa hai fatto?” , ha raccontato il testimone. Richardson e la Williams dovranno testimoniare a processo contro Waterson e la Hoare.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Un ennesima assurda e intollerabile vicenda che vede come protagonista un innocente: provo orrore non solo per il soggetto che ha compiuto il reato, ma anche per la madre che non ha saputo, o voluto, fermare la mano dell'assassino. Donne come queste non dovrebbero diventare madri, mentre il criminale in questione merita di finire in galera.

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Commenti
Beatrice Cinnirella
Beatrice Cinnirella

06 febbraio 2019 - 18:48:20

Due esseri inutili che meriterebbero la pena di morte!

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Beatrice Cinnirella
Chiara Lanzini

07 febbraio 2019 - 10:33:48

Concordo, chi fa del male ai bambini non merita di vivere.

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