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Siria, liberato l’italiano Alessandro Sandrini

In ostaggio da quasi tre anni, Alessandro Sandrini è stato liberato. Era prigioniero in Siria dal 3 ottobre del 2016. L'Intelligence italiana ha collaborato con il 'governo di salvezza' di Hayat Tahrir al-Sham.

Esteri
Pubblicato il 23 maggio 2019, alle ore 08:45

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Siria, liberato l’italiano Alessandro Sandrini

Alessandro Sandrini, il 33enne italiano rapito in Siria, è stato liberato. Lo ha comunicato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in una nota: “è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Mae“. 

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, con un tweet si è congratulata con l’intelligence italiana, riuscita a riportare a casa il giovane. Giunto all’aeroporto di Ciampino, Alessandro Sandrini è stato consegnato alla magistratura romana dal personale dell’agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) del generale Carta. Dovrà essere ascoltato dalla procura che ha aperto un fascicolo su di lui per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

Le trattative

La liberazione di Alessandro Sandrini è avvenuta ad opera del ‘governo di salvezza‘ di Hayat Tahrir al-Sham, una formazione jihadista che tiene sotto controllo gran parte della provincia di Idlib, che si trova nel nord della Siria. È stato questo governo, mediante il colonnello Ali Kaddah, vice ministro dell’Interno del ‘governo di salvezza’, ad annunciare di aver liberato un cittadino italiano che si trovava “nelle mani di una banda che pratica il sequestro e la richiesta di riscatto“. Quando la liberazione sia avvenuta, non è stato comunicato.

Per riuscire ad ottenere l’ostaggio incolume, Kaddah ha aggiunto che le trattative di negoziato sono state fatte per via indiretta: sono riusciti così a liberarlo e a conoscerne il nome. Le autorità del ‘governo di salvezza‘ si sono poi messe in contattato con le autorità competenti al fine di consegnarlo in maniera ufficiale al governo italiano.

Alessandro Sandrini, di Folzano, in provincia di Brescia, era partito il 3 ottobre 2016 per una vacanza ad Adana, in Turchia, città a 180 chilometri da Aleppo, in Siria. Dopo quella data, per un anno, non ha più dato sue notizie. Il 19 ottobre del 2017 ha contattato la madre al telefono per dirle di essere stato rapito. Nei mesi successivi il giovane ha continuato a farsi sentire, sempre per chiedere il suo aiuto.

Il 31 luglio 2018 viene divulgato da Site, il sito che tiene monitorate le attività jihadiste, un video in cui il giovane, indossando una tuta arancione, si trovava in ginocchio con alle spalle due carcerieri incappucciati e armati. Il suo grido d’aiuto, ”Mi uccideranno”, chiariva così di essere in ostaggio in Siria: con lui anche il giornalista giapponese Jumpei Yasud.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che certe zone del mondo sarebbero da evitare, tanto più se frequentate solo per piacere, proprio per i rischi che in esse si corrono, ormai frequenti e grazie ai media noti a tutti. C'è però chi ama il rischio, e fa del rischio e dell'avventura la sua vacanza. Questi nessuno riuscirà a fermarli.

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