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Siria: colpire i civili è un crimine di guerra che resta impunito

Colpire obiettivi civili è un crimine di guerra, ma in Siria è una tragica realtà che continua a essere permessa. Il popolo siriano ha la sensazione che la sua sofferenza sia stata dimenticata dalla comunità internazionale.

Esteri
Pubblicato il 11 marzo 2020, alle ore 10:00

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Siria: colpire i civili è un crimine di guerra che resta impunito

C’è una terra oltre i Balcani dove i crimini di guerra sono all’ordine del giorno, dove i bombardamenti, incessanti e senza pietà, distruggono abitazioni, scuole, ospedali, impedendo a migliaia di famiglie di poter fare ritorno alle loro case. È la Siria.

Il mese di marzo 2011, data che ha segnato per sempre il destino di questa regione nel cuore del Medio Oriente, segna l’inizio di una delle peggiori guerre dell’ultimo decennio: la Primavera Araba in Siria. Iniziata come una protesta pacifica, si trasformò presto in uno scontro tra i partiti del presidente siriano Bashar al-Assad e coloro che si opponevano al suo regime.

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio siriano dei diritti umani, 500.000 siriani hanno perso la vita dall’inizio del conflitto ad oggi. Solo negli ultimi tre mesi, i bombardamenti e la violenza ad Idlib, ultimo bastione ribelle, nel nordest della Siria, si son intensificati e hanno obbligato alla fuga 900.000 persone, oltre la metà delle quali sono bambini, costretti ora a vivere in campi sovraffollati e in condizioni di vita disumane.  Cifra che non smette di crescere ogni giorno. 

Ospedali sotterranei

Per mesi gli attacchi aerei contro questa zona della Siria settentrionale sono stati incessanti, hanno distrutto tutto. Nulla si è salvato. Ma alcuni medici hanno deciso di non fuggire, di restare a Idlib per assistere i feriti. Lo fanno in segreto, sottoterra. “Non possiamo più curare i pazienti in superficie. Non sono al sicuro, e neppure noi“, racconta alla BBC un medico siriano che preferisce restare anonimo.

Non si tratta di un rifugio antiaereo, ma di un ospedale al quale si accede tramite un tunnel scavato nella roccia. In uno di questi ospedali sotterranei, l’Atma Charity hospital, si dà assistenza a un migliaio di persone al giorno con un team di solo 4 specialisti.  

Crimini di guerra

Save the Children, World Vision e il centro specializzato nel settore umanitario Harvard Humanitarian Initiative, hanno pubblicato un’analisi sull’impatto civile e umanitario dell’offensiva militare lanciata nella Siria settentrionale. Grazie all’utilizzo del Programa Signal, il centro Harvard Humanitarian Initiative ha studiato le immagini satellitari raccolte dal 2017 fino al 26 febbraio del 2020 che rivelano come a Idlib circa un terzo degli edifici siano stati distrutti o gravemente danneggiati. 

Il corrispondente della BBC in Medio Oriente, Quentin Sommerville, che nel settembre dello scorso anno ha visitato la zona, non ha potuto che confermare la situazione: “Si tratta di una guerra contro ogni cosa alla quale la gente di Idlib tenga”, ha affermato. “Colpire i civili è un crimine di guerra, ma è anche la terribile realtà”, ha aggiunto.

Perché nessuno fa niente? È una domanda che probabilmente i siriani si sono fatti almeno una volta da quel 15 marzo di 9 anni fa. Il fatto è che il sistema di protezione e prevenzione dei civili ha clamorosamente fallito e la popolazione siriana ha la sensazione di esser stata dimenticata dalla comunità internazionale

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Li chiamiamo profughi, migranti. Sono persone per le quali la paura, la distruzione e la morte sono scene di vita quotidiana. E quando finalmente riescono a lasciarsi gli orrori della guerra alle spalle, beh di nuovo la miseria, le malattie e la morte sono al loro fianco mentre i governi europei decidono dove "posizionarli" come fosse una partita di monopoli. Tragico, triste e vergognoso!

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