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Scoperto un insediamento greco-romano ad Alessandria d’Egitto

Durante uno scavo nel distretto di Shatby ad Alessandria d’Egitto, la missione archeologica egiziana guidata dal dott. Ibrahim Mostafa ha riportato alla luce un grande insediamento residenziale, commerciale e produttivo di epoca greco-romana.

Esteri
Pubblicato il 1 settembre 2021, alle ore 13:00

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Scoperto un insediamento greco-romano ad Alessandria d’Egitto

Gli archeologi hanno fatto una scoperta sensazionale ad Alessandria d’Egitto, durante uno scavo, risalente al  II secolo a.C. e il IV secolo d.C., si tratta di un insediamento, risalente all’epoca grecoromana, in cui si entrava non a piacimento, ma c’era un’area di sosta per il carico delle merci dei viandanti che entravano in città, e per ottenere il permesso di entrarvi a chi volesse farne visita.

Il tutto nelle immediate vicinanze della città antica, è rinvenuta alla luce una rete fognaria che collegava la città, e una condotta idrica. Si tratta di una scoperta molto interessante per capire come vivevano all’epoca, per non parlare dei pozzi trovati con larghi serbatoi, dove tenevano l’acqua da parte, in vista della stagione secca.

In profondità anche i resti di una cappella dedicata ad alcune divinità del luogo, la Dea Demetra e Atena, protettrici della caccia e dei pesci, alcuni reliquiari e la cucina con un antico forno, per non parlare di utensili, anfore e scorte di cibo. L’insediamento era atto anche per l’approviggionamento di merci quali ceramiche che rappresentevano gli dei, di storia mitologica o gli imperatori e vi erano dei veri e propri negozi, che li vendevano con rare e preziosi merce di manifattura artigianale dell’epoca.

Per non parlare dei monili, orecchini, gioielli, anfore antiche , resti di pentole e scodelle della cucina in metallo, monete, lanterne, e presenza di telai, che dimostravano che c’era una intensa attività commerciale nel settore tessile e le reti per pescare, per l’attività marittima, vasi antichi, di diverse dimensioni.

Busti e raffigurazioni degli dei ai quali i pescatori si affidavano perchè la pesca fosse abbondante, o alla caccia. L’attività commerciale nell’insediamento era alla base di tutto, molto proficua, gli archeologi sono ancora al lavoro e stanno operandosi per riportare tutto alla luce attraverso una intensa attività topografica.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Sono contenta sia rinvenuto alla luce questo insediamento, abbiamo molto da scoprire dal passato, e questi importanti ritrovamenti ci fanno capire come vivevano le persone all'epoca, spero si trovino poi in un museo a disposizione di tutti perchè l'archeologia è molto importante, come nostro patrimonio storico artistico e gli archeologi svolgono un ottimo lavoro.

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