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Scoperto a Betlemme quello che fu l’anello di Ponzio Pilato

La notizia è sensazionale: in Cisgiordania è stato scoperto l’anello di Ponzio Pilato. Ad essere precisi, l’oggetto era stato rinvenuto una cinquantina di anni fa, ma solo oggi è stato possibile decifrarlo, attribuendolo così al legittimo proprietario.

Esteri
Pubblicato il 6 dicembre 2018, alle ore 11:01

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Scoperto a Betlemme quello che fu l’anello di Ponzio Pilato

La notizia arriva da Betlemme, città della Cisgiordania in cui è nato Gesù, figura centrale nonché fondatore della religione cristiana. Proprio qui è stato rinvenuto l’anello di Ponzio Pilato, il procuratore della provincia di Galilea che di fatto condannò a morte il Re dei Giudei. 

Secondo quanto riportato dai media israeliani, l’anello è stato recuperato durante degli scavi avvenuti tra il 1968 e il 1969. Al ritrovamento di quell’oggetto, solo a seguito di una lunga e accurata ricerca, è stato possibile attribuirlo al governatore romano. 

A decifrare la scritta presente su quell’anello sono stati due ricercatori israeliani. “Quel nome era raro nell’Israele di quei tempi. Non conosco nessun altro Pilato di quel periodo e l’anello mostra che era una persona di rango e benestante”, ha confermato il professor Danny Schwartz. Inoltre, secondo le informazioni largamente condivise dagli storici, Ponzio Pilato svolse il suo mandato in Giudea nel periodo compreso tra il 26 e il 36 dopo Cristo.

Per quell’epoca, un decennio di dominio era da considerarsi un periodo molto lungo, e sta a significare che Ponzio Pilato doveva essere molto abile nel gestire le popolazioni sottomesse all’Impero di Roma. Da qui c’è da concludere che la crocefissione di Gesù, così come descritta anche nei Vangeli, avvenne nella seconda parte del suo incarico in Medio Oriente.  

Dell’anello non si è saputo più nulla per diversi secoli, fino al suo ritrovamento alla fine degli anni ’60, nel complesso archeologico dell’Herodion. Inizialmente, gli studiosi non hanno dato molto peso a quel reperto, fino a quando Roi Porat, direttore del sito, non ne ha chiesto la pulizia e un’analisi accurata. Si è così scoperta la contemporanea presenza di una effigie su un vaso di vino in cui compariva la scritta in greco “appartenente a Pilato”. Secondo i ricercatori, più che di un anello si può parlare di un sigillo di bronzo. Al momento, non è ancora possibile datare il periodo in cui venne forgiato, ma esiste la plausibile ipotesi che il governatore potesse averlo avuto al dito quando compì il famoso gesto di lavarsi le mani.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Chissà se quell’anello è veramente uno degli oggetti riconducibili alla Passione di Gesù. Se potesse parlare, avrebbe modo di raccontare molti dei fatti riguardanti la sua vita, fornendo una risposta agli interrogativi ad oggi rimasti irrisolti. Non resta quindi che indagare ulteriormente, alla ricerca di qualsiasi altro reperto che possa far luce su quanto successo due millenni fa.

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