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Scontava l’ergastolo per violenza sui suoi nipotini: ucciso dal compagno di cella

Un uomo che sconta il carcere a vita per l'accusa di violenza perpetrata ai suoi nipotini è stato ucciso dal compagno di cella che mal tollerava una violenza di questo tipo. Ecco la storia qui narrata.

Esteri
Pubblicato il 18 ottobre 2020, alle ore 12:31

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Scontava l’ergastolo per violenza sui suoi nipotini: ucciso dal compagno di cella

I reati perpetrati verso i bambini sono i peggiori di cui un criminale possa macchiarsi. Le pene per questo tipo di reati sono severissime, soprattutto in una nazione come gli Stati Uniti d’America. Può capitare che un tuo compagno di cella non tolleri questa violenza verso i bambini e decida di farti la pelle. È quanto successo in California. Ecco la storia qui raccontata. 

Un uomo, saputo che il proprio compagno di cella, Dandre Austin, di anni 46, aveva perpetrato violenza nei confronti dei suoi nipotini, ha deciso di ucciderlo. Austin stava scontando l’ergastolo a vita nel carcere di Amador in California per le accuse di violenza e abuso sessuale sui minori. La notizia della morte di Austin è stata fornita dal Department of Corrections and Rehabilitation, che ha rinvenuto un uomo moribondo nella sua cella.

Nonostante i vani tentativi di provare a soccorrerlo e rianimarlo, l’uomo è stato dichiarato morto. Il compagno di cella e assassino di Austin, ovvero Rodney Jordan, si trova ora in alloggi separati in attesa di una indagine che sta proseguendo e farà luce su quanto avvenuto e che spiegherà le cause del suo gesto. 

Ripercorrendo i fatti narrati che hanno portato all’uccisione del suo compagno di cella, si scopre che Austin è stato condannato nel lontano 2008 al carcere a vita con la libertà precauzionale per l’accusa di violenza sessuale che ha perpetrato sui suoi nipoti durante gli anni tra il 2002 e il 2006, quando i tre vivevano sotto lo stesso tetto.

Oltre all’accusa di violenza sessuale verso i suoi nipotini, ha dovuto anche rispondere dei seguenti reati: condotta oscena e lasciva con un minore 14 anni, abuso sessuale continuo di un minore sotto i 14 anni, penetrazione con un oggetto estraneo su una vittima sotto i 14 anni, copulazione orale e sodomia. Jordan, colui che lo ha ucciso, è in carcere per l’accusa di furto con scasso per poi essere scarcerato nel luglio 2018 ed essere tornato nuovamente in carcere per il reato di rapina di secondo grado con conseguente condanna a cinque anni. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Violentare i propri nipotini, ovvero esseri indifesi che dovresti solo amare e proteggere, è un reato terribile e sconvolgente che i compagni di cella non riescono a tollerare. Per questa ragione, Austin è stato ucciso. Sinceramente sono combattuta riguardo al gesto del compagno di cella ora assassino, perché non so se l'uomo si sia comportato nel modo giusto. La giustizia aveva già deciso la condanna per Austin, quindi non capisco il bisogno di agire in maniera così atroce sull'uomo.

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