Pensavate che ormai l’epoca dell’abbattimento di statue e monumenti della Russia bolscevica fosse finito? Ebbene, vi sbagliavate! Eh sì, perché ora a decapitare le statue dei grandi politici che hanno fatto la storia dell’URSS sembra ci si voglia mettere anche la selfie revolution.
Il luogo in cui si è svolto il fattaccio è Moryakovsky, un piccolo villaggio della Siberia. In paese è una giornata come tante altre: babini che giocano nella piazza, coppiette che passeggiano mano nella mano e qualche gatto appisolato in un angolino, il tutto sotto l’occhio vigile dell’immancabile statua del padre della rivoluzione d’ottobre. Il gigantesco Lenin ricoperto d’oro è lì, nella stessa posizione da anni e anni…cosa potrà mai succedere?
Nulla effettivamente, finché un ubriaco nostalgico della Russia bolscevica non decide di doversi assolutamente scattare un selfie con lui. Senza staccarsi dalla sua bottiglia e probabilmente pieno d’entusiasmo per aver avuto una così brillante idea, l’uomo si è arrampicato sul piedistallo che sorreggeva la statua, ha allungato un braccio per afferrare quello del Lenin d’orato e ha poi cominciato ad arrampicarsi sulla statua fino a raggiungere l’altezza del volto.
A questo punto, però, prima ancora di riuscire a scattare il tanto agognato selfie l’uomo ha perso l’equilibrio cadendo rovinosamente a terra. E non è stato l’unico! La statua, infatti, era ricoperta d’oro ma costruita in gesso – soluzione adottata molto probabilmente per ovviare a problemi di tipo economico – ed è crollata a terra insieme all’ubriaco, un trentenne che dovrà ora scontare un anno di carcere. Sul piedistallo è rimasta solo la parte inferiore delle gambe, raffigurate nell’atto di camminare; tutto il resto ha seguito l’ubriaco nella sua caduta a terra.
Furioso il sindaco del villaggio, che secondo quanto riportato dal Siberian Times ha dichiarato “Non pensiamo che quanto accaduto sia divertente”. Probabilmente la faccenda non è più tanto divertente nemmeno per il maldestro distruttore di Lenin che, rispresosi dalla sbronza, deve ora fare i conti con la giustizia.