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Processo Bataclan, terrorista Isis giustifica gli attentati: l’accusa alla Francia

Il terrorista dell'Isis Abdeslam ha fatto delle dichiarazioni in aula durante il processo per le stragi del 2015 a Parigi, che hanno suscitato molto rumore.

Esteri
Pubblicato il 16 settembre 2021, alle ore 14:14

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Processo Bataclan, terrorista Isis giustifica gli attentati: l’accusa alla Francia

Si è aperto nei giorni scorsi il processo per le stragi avvenute nel 2015 a Parigi. Sul banco degli imputati c’è tra gli altri ancheil terrorista Abdeslam che ha parlato di vendetta, in seguito ai raid anti-Isis della Francia. Senza alcun rimorso per la morte di tanti giovani ragazzi, il terrorista riconosce la sua colpevolezza e lancia un’altra provocazione. 

Sì, abbiamo voluto colpire la Francia per rispondere ai bombardamenti sullo Stato islamico” ha dichiarato Salah Abdeslam. Parole che stridono con l’emozione, ancora non passata, che provoca la lettura dei nomi delle 130 vittime cadute per mano dell’Isis il 13 novembre 2015. La più giovane tra queste era Lola, che non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

Tra gli imputati, qualcuno ammette di essere entrato in giri sbagliati e si scusa per quello che ha fatto. Ma c’è chi invece non rinnega nulla. Si tratta del kamikaze  che quella notte decise di non farsi esplodere come gli altri martiri. Da quando è iniziato il processo le sue parole ai giudici sono apparse delle sfide.

Lui si è definito un combattente islamico. Alla domanda per quale motivo hanno colpito la Francia, lui risponde: “Perché è il Paese che bombardava lo Stato islamico senza fare distinzione tra uomini, donne e bambini. Abbiamo voluto che la Francia provasse lo stesso dolore“. Parole insopportabili.

Ma non è finita qui. Il terrorista poi prosegue dicendo che si è vero hanno attaccato la popolazione ma non c’era niente di personale. Non tutti gli imputati sono come Abdeslam. Hamza Attou, uno dei tre amici che aveva riportato il kamikaze in Belgio la notte del 13 Novembre, ammette che non voleva fare il terrorista.

Anche un altro imputato, Farid Kharkhach, ha ammesso di aver procurato al gruppo dei documenti falsi, ma mai avrebbe pensato che sarebbero stati utilizzati per un massacro. I luoghi degli attentati furono molteplici. Quasi contemporaneamente furono attaccati il teatro del Bataclan, ristoranti e bar. 

Il processo ha preso il via l’8 settembre scorso. Sono venti gli uomini dell’Isis sotto accusa, solo 14 in aula. 

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Certe persone dovrebbero entrare in prigione e non uscirne mai più. La sfrontatezza di questo terrorista dell'Isis ci fa venire questo desiderio, senza rimpianto alcuno. Cosa succederà nel mondo occidentale dopo il ritorno dei talebani al potere dell'Afghanistan? Al Quaeda proseguirà a terrorizzare gli occidentali per vendicarsi di fatti passati?

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