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Preti pedofili: 70 anni di abusi in Pennsylvania insabbiati dalla Chiesa, 300 sacerdoti coinvolti, migliaia le vittime

Un Gran giurì americano ha diffuso un rapporto di oltre 1.400 pagine: lo scenario consegnato è ancora più sconvolgente di quello riportato dal Boston Globe che denunciò lo scandalo pedofilia nella chiesa cattolica in Massachusetts.

Esteri
Pubblicato il 16 agosto 2018, alle ore 12:59

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Preti pedofili: 70 anni di abusi in Pennsylvania insabbiati dalla Chiesa, 300 sacerdoti coinvolti, migliaia le vittime

La Chiesa cattolica, perseverando nel suo modus operandi, ha sistematicamente insabbiato gli abusi sessuali su oltre mille bambini perpetrati da 300 preti: in Pennsylvania, nel corso di settant’anni, l’ignobile depravazione a danno dei più deboli ha potuto tranquillamente evolversi nel silenzio assenso. Un Gran giurì americano ha diffuso un rapporto di oltre 1.400 pagine: il più complesso ed esaustivo dopo quello pubblicato dal Boston Globe che, denunciando la pedofilia talare diffusa in Massachusetts nel 2002, vinse un premio Pulitzer e ispirò il film Spotlight.

Il dossier ha condotto all’incriminazione di due preti: nella maggioranza dei casi i presunti responsabili sono deceduti, il reato risulta prescritto. Uno dei talari incriminati è accusato di aver eiaculato nella bocca di un bambino di sette anni e si è dichiarato colpevole; l’altro ha aggredito due bambini, uno dei due è stato vittime di abusi dagli 8 anni fino ai 16. L’indagine del Gran giurì è durata due anni ed è stata condotta in tutte le diocesi della Pennsylvania: esaustiva e particolareggiata riporta decine di testimoni e mezzo milione di pagine di informazioni della Chiesa, contenenti accuse circoscritte contro oltre 300 preti pedofili. Ne risulta un quadro agghiacciante. 

Il clero cattolico e la pedofilia vanno a braccetto da secoli: dal Concilio di Elvira (305 d.C.), quando per gli “stupratores puerorum” fu decisa la sola punizione del rifiuto della comunione, al “Crimen sollicitationis“, approvato nel 1962 da Papa Giovanni XXIII, dopo la prima edizione di Pio XI (1922), che stabilisce l’assoluta segretezza nelle cause di molestie, pena la scomunica, anche per la vittima che avesse intenzione di denunciare il fatto alla giustizia civile: la validità del documento è stata confermata nel 2001 dall’allora cardinale Ratzinger nella lettera “De delictis gravioribus”. Un meccanismo perverso incentrato sull’idea improponibile che l’atto pedofilo non sia una violenza perché il bambino, in quanto privo di razionalità, non sarebbe un essere umano. 

Nel dossier risulta che più di mille bambine e bambini vittime di abusi sono identificabili, anche se il numero reale sarebbe riconducibile a migliai (molte vittime non hanno denunciato vinte dalla paura, in altri casi i loro dati sono andati perduti). Futuri adulti traumatizzati per la vita che, alle volte, hanno finito per autodistruggersi, abusando di droga e alcol; il numero di suicidi è decisamente alto.

La pedofilia è l’annullamento della realtà umana del bambino, una violenza efferata e inaccettabile dettata da una reale pulsione omicida. Il clero rivendica una propria legislazione e sottrae i preti pedofili alle norme dello Stato: tutti i loro rapporti sociali sono regolati come nel Medioevo e la legge da rispettare è quella, arcaica, della Bibbia. 

Alcuni casi elencati dal Gran giurì producono un orrore ineguagliabile: un sacerdote ha stuprato una bambina di 7 anni in ospedale, dopo che la piccola aveva subito una tonsillectomia; un bambino, dopo aver bevuto un succo di frutta, si svegliò il mattino dopo sanguinante dal retto, completamente incapace di comprendere l’accaduto; un prete costrinse un bambino di 9 anni a praticargli sesso orale, poi gli lavò la bocca con l’acqua santa per purificarlo; un altro “ministro di Dio” abusò di cinque sorelle della medesima famiglia, una vittima è stata violentata dai 18 mesi ai 12 anni. Nel 1992 una delle piccole rivelò ai genitori l’orrore subito: la polizia trovò nella casa del prete slip, bustine di plastica contenenti peli pubici, fiale d’urina e fotografie pedopornografiche. Cosa fece la Chiesa? Decise di ignorare le accuse e il sacerdote morì in attesa di processo.

Il procuratore generale della Pennsylvania, Josh Shapiro, afferma: “Lo schema era abuso, negazione e copertura. Come diretta conseguenza della sistematica copertura da parte delle alte autorità ecclesiastiche, quasi ogni caso di pedofilia che abbiamo rilevato è troppo datato per un processo”. Il Gran giurì ha chiesto che la prescrizione per i reati di pedofilia sia eliminata, le vittime devono aver più tempo per presentare denuncia. Nel dossier si evince che i religiosi anziani accusati furono promossi e i preti pedofili poterono amministrare per 10, 20 e persino 40 anni dopo che i vertici erano venuti perfettamente a conoscenza degli abusi.

Negli Stati Uniti sono tra 5.700 e 10 mila i preti cattolici accusati di abusi sessuali,  poche centinaia sono stati processati, dichiarati colpevoli e condannati: una stima ipotizza che le vittime negli Usa siano 100 mila

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Inutile negarlo, la pedofilia imperversa da sempre nella Chiesa, cattolica e non: la storia non è recente, è una storia antica, una storia di duemila anni. L'ignobile ipocrisia criminale dei soggetti in abito talare uccide pur mantenendo in vita: alcune vittime, non riuscendo a superare un tale trauma infantile, non possono che trasformarsi in morti viventi, in corpi carichi di dolore avviati all'autodistruzione.

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