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Per Buzz Aldrin, l’umanità dovrà presto migrare su Marte

Il secondo astronauta a mettere piede sulla Luna 50 anni fa, in ragione delle condizioni sempre più compromesse del nostro Pianeta, chiede che venga accelerato il programma che permetterà di raggiungere e colonizzare Marte.

Esteri
Pubblicato il 6 maggio 2019, alle ore 10:51

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Per Buzz Aldrin, l’umanità dovrà presto migrare su Marte

Anche all’età di 89 anni, le dichiarazioni di Buzz Aldrin fanno sempre molto discutere. Lui, passato alla storia come secondo uomo ad aver messo piede sulla Luna, dopo Neil Armstrong, in prossimità del 50esimo anniversario di quello storico allunaggio, ha voluto scrivere una lettera apparsa sul Washington Post.  

Oggi che la corsa alla spazio ha tutt’altro significato rispetto a mezzo secolo fa, quando si era spinti a primeggiare in un mondo diviso in due blocchi, Buzz Aldrin ha chiesto di premere sull’acceleratore del progetto che porterà l’uomo su Marte.

Le sue considerazioni partono dall’attuale stato del nostro pianeta, deturpato dai sempre più frenetici ritmi di sfruttamento imposti dall’attività dell’uomo. Le risorse a nostra disposizione stanno dissolvendosi sotto i nostri occhi, senza  che si abbia alcuna intenzione di rinunciare agli standard di vita raggiunti. Ad un passo dal punto di non ritorno, corriamo seriamente il rischio di trovarci privati delle condizioni necessarie per sopravvivere sulla Terra.  

Da qui è necessario aprirsi una nuova strada, ovvero quella della colonizzazione del Pianeta Rosso. L’esortazione rivolta agli Stati Uniti è di lavorare più alacremente, al fine di rendere possibile nel più breve tempo possibile l’emigrazione di massa sul quarto pianeta del sistema solare.

Per rendere tutto ciò possibile, i programmi di esplorazione marziana dovrebbero dare maggiore spazio all’approfondimento della conoscenza di un pianeta che ci ha sempre molto affascinato. Gli aspetti legati all’abitabilità di Marte dovrebbero dunque avere una priorità cruciale. In altre parole, oltre ai motori utilizzati per abbandonare la Terra e le condizioni con cui viaggiare nello spazio, dovremmo investire maggiori risorse per comprendere come sopravvivere un volta concluso l’ammartaggio.

Un progetto su vasta scala dovrebbe porre i presupposti per modificare le condizioni presenti attualmente su Marte, al fine di rendere questo pianeta il più simile al nostro. Solo in questo modo l’uomo avrebbe una seconda chance, nel caso in cui la catastrofe dovesse abbattersi su quella che è stata fino ad oggi la nostra casa.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Quello di Buzz Aldrin suona come un appello disperato. Conscio che le politiche industriali e lo sfruttamento dissennato delle risorse stanno impoverendo e avvelenando il nostro pianeta, l’unica soluzione rimane quella di voltare lo sguardo altrove. Il problema rimane il tempo: saremo in grado di colonizzare Marte prima di aver irrimediabilmente reso inospitale il nostro pianeta?

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