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Pedofilo ucciso di botte in carcere. Alla lettura della sentenza aveva affermato: "Sono malato"

Christian Maire è stato massacrato dagli altri detenuti nel carcere di Milan, nel Michigan, a 70 chilometri da Detroit: l'uomo era a capo di una rete internazionale pedopornografica.

Esteri
Pubblicato il 7 gennaio 2019, alle ore 13:38

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Pedofilo ucciso di botte in carcere. Alla lettura della sentenza aveva affermato: "Sono malato"

Christian Maire, il capo di una rete internazionale di pedofili, è stato ucciso la notte di Capodanno in una prigione di massima sicurezza americana a Milan, nel Michigan, 70 chilometri da Detroit: la notizia è trapelata solo sabato 5 gennaio. La madre di una delle vittime aveva pubblicamente chiesto ai carcerati di fare giustizia, di eliminarlo. 

L’uomo era un cosiddetto insospettabile e, prima dell’arresto, era un rispettato grafico pubblicitario di New York: un mese fa è stato condannato a 40 anni di prigione dopo essere stato reputato come il capo di una setta di pedofili che operava a livello internazionale. Maire, sposato con figli, istruzione superiore, un ottimo lavoro, interpretava il ruolo di marito e padre amorevole ma, nella gran parte del tempo libero, sfruttava sessualmente i bambini. Alla lettura della sentenza, Maire aveva sostenuto, diretto verso il giudice: “Sono malato“.

Maire era il capo di una rete internazionale di pedofili 

Il grafico gestiva la “Setta degli annoiati“: il soggetto ha abusato di oltre cento tra bambini e adolescenti e ha condiviso in Rete le violenze perpetrate con altri pedofili distribuiti in tutto il globo. Maire e i suoi complici gestivano profili falsi, utilizzando foto rubate: carpivano la fiducia dei ragazzini e li convincevano a spogliarsi e a masturbarsi davanti alla webcam. Il 40enne ha costretto una ragazzina a compiere un atto sessuale con il suo cane. I siti che i deviati utilizzavano erano Gifyo, Periscope, YouNow e MyLOL.com, il sito di appuntamenti per adolescenti n. 1 negli Stati Uniti, in Australia, nel Regno Unito, e in Canada.

Secondo le ricostruzioni del Detroit NewsMaire, la notte di Capodanno, è stato accerchiato da sette persone, che lo hanno massacrato con dei rozzi coltelli: due guardie carcerarie, nel tentativo di bloccare l’esecuzione improvvisata degli altri detenuti, sono rimaste ferite assieme al complice di Maire, Michael Figura. Nel penitenziario sono detenuti altri suoi cinque complici, attualmente relegati in isolamento onde evitare aggressioni similari.

Mark Kriger, avvocato difensore di Maire, ha denunciato come inammissibile, disumano, e assolutamente evitabile, il trattamento riservato al suo cliente. 

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Onestamente, appena ho appreso la notizia, ho pensato "uno di meno": non sono favorevole alla pena di morte ma, davanti a un soggetto macchiatosi di tali reati, non riesco a provare pena per la sorte che il destino ha previsto. All'interno dei penitenziari un pedofilo, se non adeguatamente sorvegliato, alle volte ha vita breve.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

07 gennaio 2019 - 13:39:08

Anche i detenuti hanno un'etica...

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