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Parigi, corpi in putrefazione all’università Paris-Descartes

All'università Paris-Descartes sono stati trovati cadaveri in putrefazione con la presenza di insetti e roditori nella stanza adibita ad obitorio. Si tratta dei corpi donati per ricerche sull'anatomia.

Esteri
Pubblicato il 1 dicembre 2019, alle ore 17:36

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Parigi, corpi in putrefazione all’università Paris-Descartes

L’Università Paris-Descartes è una delle principali università parigine. Venne fondata nel 1910 e ad oggi ha a disposizione una sala per le ricerche anatomiche. Ogni anno vengono donati corpi attraverso i quali l’università può effettuare i suoi studi. Nella prestigiosa facoltà di medicina però, sono stati trovati i cadaveri destinati alla ricerca in stato di putrefazione.

A rivelare la vicenda il settimanale francese L’Express affermando che il “Centro dei doni dei corpi” (Cdc) dell’università è stato lasciato incurato per degli anni. I testimoni citati nell’articolo parlano di celle frigorifere spente, di sistemi di ventilazione bloccati o non funzionanti, e di mancanza di norme igienico-sanitarie appropriate. Una fonte ha affermato “I cadaveri sono conservati in condizioni pietose, fa un caldo spaventoso, Alcuni sono marci”.

Altri affermano di aver visto ratti e mosche cibarsi dei corpi sezionati e poi lasciati ammassati uno sopra l’altro in un angolo, emanando un odore nauseabondo. Alcuni medici affermano di esser stati costretti a lavorare su corpi già putrefatti, in condizioni disdicevoli.

L’allarme era scattato già nel 2016 quando il presidente del Centro dei doni dei corpi, Richard Douard, inviò un insieme di documenti e foto al direttore in carica dell’università Frédéric Dardel, il quale diede le sue dimissioni nell’ottobre del 2017.

La segnalazione non diede però i frutti sperati, e la dirigenza si giustificò affermando che non c’erano fondi a disposizione da destinare ai lavori di bonifica. Solo dopo l’insistenza di altri docenti, sono stati inviati fondi per 8 milioni di euro attraverso i quali è stata fatta un’accurata pulizia della sala e si è proceduto alla cremazione dei cadaveri.

Attraverso le indagini sono emerse altre anomalie all’interno della prestigiosa università. Organi umani venivano, infatti, venduti illegalmente a medici e società private per effettuarvi dei test. Axel Kahn, ex direttore dell’università, ha affermato che alcuni clienti utilizzavano i corpi per i crash-test automobilistici.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Venditti

Chiara Venditti - Notizie del genere lasciano senza parole. Il mio pensiero è rivolto ai familiari che donano i corpi dei loro cari alla ricerca per poi venire a conoscenza di un fatto simile. I responsabili hanno tolto dignità ai defunti e, per peggiorare una situazione già orrenda, c'è la vendita degli organi e dei corpi a privati. Usare un defunto per test automobilistici è un'azione disumana.

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