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Papa Francesco in viaggio alla ricerca del dialogo tra cristianesimo e islamismo

Alla vigilia del suo viaggio in Iraq, Papa Francesco si dice pronto a sfidare l'inferno iracheno pur di farsi pellegrino di pace a favore della minoranza cristiana che ha subito innumerevoli persecuzioni.

Esteri
Pubblicato il 4 marzo 2021, alle ore 21:52

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Papa Francesco in viaggio alla ricerca del dialogo tra cristianesimo e islamismo

Il 5 marzo 2021, il Pontefice partirà per un intenso pellegrinaggio di tre giorni in Iraq ,visita programmata da tempo, che Bergoglio non ha voluto rimandare ulteriormente nonostante la sua sicurezza sia ritenuta a forte rischio. Un viaggio blindato che sarà il più delicato di sempre, non solo perché Papa Francesco realizza quello che era uno sogno di Papa Giovanni Paolo II ma soprattutto per la questione sicurezza in un Paese a maggioranza sciita ancora funestato dagli attentati.

È di solo pochi giorni fa la notizia che dieci razzi hanno colpito una base militare che ospita truppe americane e ,perciò, dal Vaticano annunciano che l’auto blindata sempre a disposizione per i viaggi del Papa questa volta potrebbe essere utilizzata. In realtà, il fatto che nel Paese viga un severo lockdown, dovrebbe garantire l’assenza di folle e quindi la minore possibilità che, tra la folla, si nasconda qualche mal intenzionato.

Questo sarà il primo viaggio apostolico all’estero dopo l’esplosione dell’emergenza sanitaria per Papa Francesco nonché il primo di un Papa in una terra dagli equilibri delicati tanto che Papa Giovanni Paolo II  non era riuscito a realizzarlo.

Anche se tutte le considerazioni di adeguatezza avrebbero suggerito di evitarlo soprattutto ora, Papa Francesco non si è sentito di deludere la minoranza cattolica che lo aspetta da tempo. Si presenta come pellegrino penitente per invocare la riconciliazione dopo anni di guerre. Un pellegrinaggio che, quindi, non sarà solo pastorale ma avrà anche una esplicita valenza politica.

Al centro della visita due importanti eventi: un incontro inter-religioso nella patria di Abramo e l’incontro con l’ayatollah Ali Al-Sistani, guida sciita del Paese. Ci sarà poi spazio anche per l’incontro coi fedeli allo stadio Hariri dove sarà celebrata messa e saranno ammesse 10.000 persone coi dovuti distanziamenti.

Un viaggio in cui il Pontefice si augura di edificare insieme un futuro di pace così come aveva già auspicato nella benedizione di un anno fa da Piazza San Pietro in cui ci aveva ricordato che abbracciare la croce significa abbracciare le contrarietà del tempo moderno e trovare il coraggio di permettere nuove forme di fraternità.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Un viaggio dal forte forte valore simbolico che era stato già previsto per il 2020 ma, gioco forza, è stato rimandato. La tenacia di Papa Francesco non ha dato spazio alla possibilità di ulteriori rinvii ed ora speriamo solo che il suo arrivo ispiri davvero un persistente clima di riconciliazione fra la comunità cristiana e quella musulmana.

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