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Papa Francesco dal 20 al 26 novembre è atteso con gioia in Thailandia e Giappone

Dal 20 al 23 novembre, Papa Francesco visiterà la Thailandia e poi, dal 23 al 26, sarà in Giappone. È questo il XXVII viaggio apostolico internazionale. "Bel passo avanti", ha affermato il missionario padovano Don Raffaele Sandonà.

Esteri
Pubblicato il 5 novembre 2019, alle ore 08:26

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Papa Francesco dal 20 al 26 novembre è atteso con gioia in Thailandia e Giappone

Papa Francesco è ormai prossimo a un nuovo viaggio all’estero, il 27mo dall’inizio del Pontificato. Tappe del viaggio sono la Thailandia dal 20 al 23 novembre e il Giappone dal 23 al 26 novembre. È questa la seconda volta che un Pontefice visita la Thailandia: il primo è stato Giovanni Paolo II 35 anni fa.

Discepoli di Cristo, discepoli missionari” è lo slogan che accompagnerà la prima parte del viaggio di Papa Francesco, richiamando in questo modo “i 350 anni dell’istituzione del Vicariato Apostolico di Siam, eretto nel 1669“, scrive Luca Collodi in vaticannews.va.

I cristiani cattolici in Thailandia e Giappone sono in minoranza: la percentuale è calcolata attorno allo 0,5% della popolazione. In Thailandia, il 90% della popolazione professa la religione buddista, i cattolici sono meno di 400 mila. In Giappone la maggioranza della popolazione, pur in un contesto secolarizzato, è di tradizione scintoista e buddista e i cattolici sono circa 540 mila.

Nel nord della Thailandia si trova la diocesi di Chiang Mai, istituita nel novembre del 1959, giusto 60 anni fa. In questa diocesi, nelle parrocchie di Chaehom e Lamphun, da anni operano alcuni sacerdoti fidei donum del Triveneto.

La missione di Chaehom aiuta le popolazioni tribali e nomadi che abitano al confine tra Myammar e Laos, tra le montagne, a costruire impianti per l’acqua potabile nei loro villaggi, offre un aiuto sanitario e da ai giovani della foresta ospitalità perché possano studiare. I missionari sostengono la produzione e la vendita dei manufatti di questa popolazione.

Don Raffaele Sandonà, sacerdote fidei donum di Padova, vive in Thailandia da 10 anni. Intervistato da Radio Vaticana Italia sul significato dell’attesa di Papa Francesco, ha spiegato: “Il viaggio di Francesco servirà a confermare nella fede i cattolici di quelle terre e si svolgerà all’insegna della promozione del dialogo interreligioso con il mondo buddista”. S’intuisce dalle parole di don Raffaele che i rapporti tra religione cattolica e mondo buddista sono sereni. Il Papa, amato per la sua umiltà e volontà di pace, è atteso con gioia e fiducia. La visita del Papa, afferma don Raffaele, “sarà sicuramente un bel passo in avanti“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sono d'accordo con don Raffaele quando dice che sarà un "bel passo avanti". La visita di un Papa non lascia mai indifferenti le persone che non devono per forza "convertirsi e farsi battezzare" perché il viaggio sia "riuscito". Il viaggio riuscirà, e ne ha già le premesse, se ci sarà un clima di accoglienza e di gioia, di dialogo e di volontà ad essere uniti nel costruire una società sempre più umana e attenta a tutti, soprattutto a chi è nel bisogno.

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