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Padre incatena e violenta le figlie gemelle per 10 anni. Una delle due ragazze rimane incinta due volte

Un padre ha incatenato e violentato ripetutamente le sue due figlie gemelle da quando avevano 10 anni; ora all'età di 22 anni le ragazze sono state liberate. Una delle due, a seguito degli abusi subiti ha due figli

Esteri
Pubblicato il 10 marzo 2019, alle ore 08:51

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Padre incatena e violenta le figlie gemelle per 10 anni. Una delle due ragazze rimane incinta due volte

Due gemelle, ora 22enni, di cui una affetta da disabilità mentale, sono state vittime di abusi da parte del padre. Sin da quando avevano 10 anni, infatti, le due sorelle erano segregate in casa, incatenate al letto e ridotte alla fame. Le violenze avvenivano in casa; qui erano picchiate con calci e pugni e violentate ripetutamente. A seguito degli abusi, una di loro è rimasta incinta due volte; inoltre, in varie occasioni l’uomo ha lasciato che altri uomini abusassero delle ragazze in cambio di droga.

La madre delle ragazze, che viveva in casa con loro, assisteva alle violenze senza però reagire o fermare il marito. Il fatto è avvenuto a Minneapolis negli Stati Uniti d’America.

La fuga e l’arresto

Nel maggio 2017, una delle due sorelle è riuscita a fuggire e ha denunciato il padre alla polizia che è stato immediatamente arrestato. Le forze dell’ordine hanno quindi provveduto a mettere a sicuro le due sorelle e i bambini nati nel 2014 e nel 2017 a seguito della violenza sessuale.

Jerry Lee Curry, 52enne, padre delle due gemelle, mercoledì scorso è stato condannato a 30 anni di carcere dal giudice della Contea di Hennepin, Fred Karasov. La madre, Sheila M. Wilson, 49 anni, è stata ritenuta colpevole di omissione di soccorso ed è in attesa della lettura della sentenza giorno 11 marzo.

Le indagini hanno evidenziato che già in passato i servizi sociali avevano segnalato il sospetto di abusi all’interno di quella famiglia. In diverse occasioni, infatti, si erano presentati a casa della famiglia per verificare le condizioni in cui vivevano le gemelle. Sebbene ci fossero chiari ed evidenti segni di percosse e di ferite sulle bambine, la pratica dell’ufficio era sempre stata chiusa.

Le dichiarazioni delle sorelle

All’udienza del padre, le ragazze hanno dichiarato che sperano che il loro padre non esca mai di prigione poiché gli ha distrutto la vita; poi hanno aggiunto che sperano che viva nelle stesse condizioni in cui le ha costrette a stare: incatenato al letto o alla porta.

La gemella con disabilità intellettuale ha inoltre raccontato i dettagli della violenza subita da entrambe. Il padre la legava alle caviglie con una catena per cani attaccata alla porta della camera da letto dei genitori per impedirle di vedere altre persone e di prendersi del cibo. Entrambe le sorelle rimanevano incatenate con le mani legate dietro la schiena per giorni e picchiate regolarmente.

Gli esami medici hanno confermato quanto da loro denunciato; sui loro corpi erano presenti diverse lesioni da tortura e entrambe hanno dovuto subire numerosi interventi chirurgici per evitare di perdere l’uso delle gambe. Ora le ragazza stanno bene e cercano di dimenticare quanto subito e ricominciare a vivere.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Che cosa orribile! Trenta anni di carcere sono decisamente pochi, darei l'ergastolo a tutti e due. Spero che le ragazze dimentichino e sopprattutto che possano fidarsi del prossimo, che non sempre è cattivo. Gli assistenti sociali intervenuti ma che non hanno fatto procedere la segnalazione devono essere licenziati immediatamente e radiati.

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