La minaccia degli ‘ecoterroristi’ neozelandesi è chiara e forte, e riguarda la contaminazione del latte in polvere se non sarà proibito, entro la fine di questo mese, l’uso in agricoltura del pesticida 1080. E’ questo, in soldoni, il messaggio che gli ecoterroristi hanno deciso di lanciare contro la Fonterra, industria casearia tra le più attive nell’Asia e in Oceania, per combattere il rischio inquinamento ambientale che il colosso industriale, a quanto pare, sta perpetrando all’interno dei terreni della Nuova Zelanda.
Per far sentire la loro voce, gli ecoterroristi hanno deciso di compiere un gesto forte, eticamente scorretto, oltre che altamente pericoloso per i bambini, principali consumatori del latte in polvere artificiale: contaminare le esportazioni dell’industria casearia, il cui mercato è particolarmente attivo in Cina, principale cliente della Fonterra.
E’ stato il primo ministro neozelandese in persona, John Key, a rendere pubblica la lettera di minacce ricevuta dal gruppo di ecoterroristi che, oltre alle parole, hanno pensato bene di ‘allegare’ alle lettere anche alcune confezioni di prodotto contaminato, per dimostrare che sono in grado di poter compiere questo gesto, e che il rischio che ciò avvenga è più che concreto.
Lo stesso John Key, per rassicurare i genitori che somministrano dosi di questo prodotto ai propri figli, ha voluto specificare che la situazione è stata presa sul serio, che sono stati analizzati circa 40mila campioni del prodotto per vedere se vi fossero in commercio alcuni prodotto contaminati, ma che comunque la situazione è sotto controllo, in quanto sono state prese tutte le precauzioni del caso.
Le rivendicazioni degli ecoterroristi contro l’utilizzo in agricoltura del pesticida 1080, che sta effettivamente mettendo a repentaglio la vita degli animali, sia domestici che selvatici, presenti nella fauna neozelandese, non è di per sé sbagliata. Mettere, però, a repentaglio la vita di bambini innocenti, non rappresenta sicuramente la mossa ideale per farsi ascoltare!