Iscriviti

Nuova Zelanda: bimbo di 18 mesi solo, in mare. Salvato da un pescatore

Se n'è andato dalla tenda dei genitori di buon mattino. Il mare l'ha portato con sé. Un pescatore lo trova in tempo e gli salva la vita. È successo in Nuova Zelanda.

Esteri
Pubblicato il 6 novembre 2018, alle ore 14:24

Mi piace
11
0
Nuova Zelanda: bimbo di 18 mesi solo, in mare. Salvato da un pescatore

La stampa neozelandese, in questi giorni, sta parlando di Gus Hutt, definito da tutti un eroe per aver salvato un bimbo di 18 mesi. Il piccolo era entrato di buon mattino, nell’oceano, all’insaputa dei genitori. È successo il 26 ottobre, ma solo ieri la notizia ha cominciato a circolare.

Il racconto di Gus

Gus quella mattina era uscito presto, per andare a pescare. Non si è fermato al solito posto, qualcosa lo spingeva più in là, in direzione di Tauranga, sperando in una pesca migliore. Faceva freddo, così alle 7,15 Gus ha pensato che non valeva la pena rimanere. Ha fatto un ultimo giro per osservare le lenze lasciate in mare, ma con la coda dell’occhio ha visto qualcosa che ondeggiava nell’acqua. Sembrava un bambolotto.

Anche avvicinandosi, tutto gli diceva che si trattava di un bambolotto: carnagione tanto livida da sembrare ceramica, i capelli corti. Non poteva che essere un bambolotto! L’oceano, comunque, non era il posto per le bambole, e Gus l’ha afferrato. Proprio in quel momento, la bambola ha reagito, e Gus ha capito di avere tra le mani un bambino.

Il pescatore, dopo averlo preso in braccio, lo ha asciugato e rassicurato. Con la moglie ha cercato poi di capire da dove potesse essere giunto. Il campeggio Murphy’s era il luogo più vicino al ritrovamento. La donna allora si è precipitata dal direttore, che le ha riferito che nel campeggio c’era una sola famiglia ad avere un bambino così piccolo.

Nella tenda, effettivamente, il bambino non c’era più. Mentre i genitori dormivano, il piccolo si era allontanato a loro insaputa. Più tardi, Gus ha rifatto il percorso del piccolo, seguendo le sue impronte sulla sabbia, ha poi riferito: “Erano circa quindici metri da dove io stavo pescando, quindi il piccolo non è stato in acqua a lungo. Avrei pure potuto vederlo entrare“. La storia, grazie al pescatore, ha avuto un lieto fine.

Il New Zealand Harald ritrae Gus con la moglie sulla spiaggia di Matata, insieme guardano lontano, verso l’oceano dove Gus ha intravvisto qualcosa, qualcuno: il bambino in pericolo di vita. L’immagine è visibile sul sito on line del quotidiano neozelandese dove è riportata la notizia.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Complice il freddo, complice l'intuizione, complice quel buon senso che suggerisce che il mare non è il posto per una bambola...e così il piccolo è stato salvato. Immagino lo spavento dei genitori, ma penso che questo serva anche per capire i rischi che si corrono a dormire di un sonno profondo in tenda, con un bambino piccolo cui badare...

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!