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Non c’è più spazio per i cimiteri: la realtà fotografata da Finbarr Fallon

Grazie al fotografo Finbarr Fallon, dopo i suoi cinque anni di viaggi è stato possibile constatare la mancanza di spazio per i cimiteri, che vede nella ricerca di uno spazio una lotta che purtroppo non si esaurisce nella vita.

Esteri
Pubblicato il 30 settembre 2019, alle ore 12:45

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Non c’è più spazio per i cimiteri: la realtà fotografata da Finbarr Fallon

Ad Hong Kong sono migliaia le tombe che hanno purtroppo dovuto trovare spazio per le loro degne sepolture: il fotografo Finbarr Fallon è riuscito a realizzare la serie di scatti denominata “Dead Space”, volta a far luce sulla fitta densità dei cimiteri di Hong Kong che oramai sovrastano i paesaggi, incorniciati dagli altissimi grattacieli in cui la vita invece prosegue.

Munito di zoom, droni ed alta tecnica, ha potuto immortalare i visitatori che scalano le ripide colline per portare un saluto ai loro cari: l’intenzione di Fallon era proprio quella di far risaltare la monumentalità alla pari di un paesaggio, contrapponendo così la scala dell’essere umano. Avvalendosi anche di giornate nuvolose, ha cercato di valorizzare le sue foto con toni tenui e sfocati, per rendere una dimensione malinconica maggiore.

Residente a Singapore, ha deciso di avviare questo progetto durante una vacanza ad Hong Kong, in seguito alla visita di un cimitero nel distretto di Wan Chai: i limiti spaziali erano modellati al punto di fornirgli l’ispirazione, per riflettere sulle modalità di vita e di morte, riflesse nell’organizzazione architettonica delle due dimensioni.

Il fotografo nativo del Regno Unito aveva sempre considerato gli spazi di sepoltura come luoghi verdi e spaziosi, curati e piatti ma la realtà cinese lo ha indotto alla riflessione della lotta per lo spazio, che sia i vivi che i morti devono fronteggiare: con 7.5 milioni di persone Hong Kong si presenta infatti con alti prezzi sia per i terreni che per le case.

Allo stesso modo i cimiteri privati viaggiano su cifre di $ 36.000, in alternativa a quelli pubblici più economici ma già occupati, in cui i posti disponibili sono perlopiù soggetti ad esumazione obbligatoria dopo 6 anni. L’opzione derivante è quindi riposta nella crematura ma perfino in questo caso l’individuazione di uno spazio per la collocazione di un colombario rileva migliaia di famiglie in lista d’attesa della durata massima di 7 anni.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - È una realtà drammatica quella raffigurata dal talentuoso Finbarr Fallon che pone inevitabili riflessioni sul tema della vita ed ancor più della morte: gli scatti del suo “Dead Space” ci pongono di fronte all'amara consapevolezza che le difficoltà non finiscono purtroppo solo in vita ma proseguono anche nella ricerca spaziale di un luogo dedicato ad una tranquilla sepoltura.

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Commenti
Giuseppe Chimenti
Giuseppe Chimenti

08 ottobre 2019 - 17:40:45

sembra Rocca Imperiale (CS)...

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