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Non c’è pace per la polizia americana: ecco il video del colpo accidentale che uccise Eric Harris

Ancora un video, che renderebbe più chiare le responsabilità della polizia della Contea di Tulsa, in Oklahoma, nell'uccisione di Eric Courtney Harris.

Esteri
Pubblicato il 12 aprile 2015, alle ore 18:03

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F….o il tuo fiato!. Questo video dimostra come siano state queste le parole di uno dei poliziotti che ha circondato Eric Courtney Harris, un uomo di 44 anni ucciso in Oklahoma pochi giorni fa dalla polizia. Il motivo? Un banale errore: Robert Bates, poliziotto 73enne, aveva infatti estratto dalla fondina una pistola al posto del taser, così ha sparato, invece di stordire l’uomo. “Mi ha colpito! Mi ha sparato, Dio mio! Non riesco a respirare!“. Queste le parole della vittima, mentre il poliziotto colpevole di aver premuto il grilletto si è limitato ad un: “Ho sparato… mi dispiace!”, mentre getta la pistola a terra.

Ma i suoi colleghi continuano come se nulla fosse successo, incuranti del fatto che l’uomo sta effettivamente morendo. O almeno, secondo i poliziotti stessi, non si sarebbero accorti del colpo, anche se le immagini direbbero il contrario. La reazione dell’uomo, le scuse di Bates, non potevano non far rendere conto ai poliziotti di quello che stava succedendo attorno a loro. Il motivo di tanta violenza – motivo anche per il quale, a quanto pare, nessuno di questi poliziotti verrà effettivamente inquisito – è, secondo il rapporto ufficiale, il fatto che l’uomo si sarebbe dimenato, girandosi e mettendo in pericolo i poliziotti che lo circondavano.

Secondo l’Ufficio dello sceriffo della Contea di Tulsa, in Oklahoma, con molta probabilità l’uomo era anche sotto effetto di droghe, che ne avrebbero condizionato l’atteggiamento ostile verso i poliziotti che lo stavano arrestando. Nonostante, secondo le autorità, si sarebbe trattato di un incidente, a quanto sembra dal video le responsabilità della polizia ci sono, eccome: un uomo a terra, ferito (l’ha fatto subito presente), probabilmente avrebbe dovuto essere trattato con meno violenza e con più riguardo nei confronti della sua stessa vita. Oggi, probabilmente, non staremo ancora a parlare dell’ennesimo ‘incidente’ causato dalla polizia americana.

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