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Neurochirurgo di 32 si ammala di Covid e muore: lascia due figli e una lettera commovente

La lettera di un neurochirurgo che, non riesce a sopravvivere al Covid, mostra tutto l'amore, la passione e la dedizione per questo lavoro compreso i rischi a cui si va incontro.

Esteri
Pubblicato il 25 gennaio 2022, alle ore 11:06

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Neurochirurgo di 32 si ammala di Covid e muore: lascia due figli e una lettera commovente

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Il Covid, questo virus dilagante, non risparmia nessuno e a farne le spese sono anche e soprattutto gli operatori dello staff sanitario: dai medici alle infermiere, assistenti, ecc. In Brasile il Covid ha contagiato Lucas Augusto Pires, un neurochirurgo di soli 32 anni che non è riuscito a farcela. La sua vita è stata spezzata dal Covid. Non aveva malattie o patologie pregresse, ma giungendo in terapia intensiva per le sue condizioni, è morto poco dopo. 

Sicuramente i brasiliani e gli abitanti di quella zona del mondo conoscono già la sua storia perché poco prima di morire, nel mese di luglio, ha scritto una lettera che è diventata virale e mostra tutto il suo amore per la professione. La sua storia ha commosso il Brasile e lo stesso succederà anche in Italia e nel resto del mondo.

La sua lettera è un inno all’amore, all’affetto dal momento che non si è mai pentito di prodigarsi per gli altri, nonostante i rischi a cui andava incontro. Infatti, nella sua lettera scrive: “Sto andando in terapia intensiva a causa del peggioramento delle mie condizioni a causa del Covid-19. Mi sono contagiato facendo ciò che amo, prendendomi cura dei miei pazienti con amore e dedizione. E lo rifarei”

Il neurochirurgo lascia due figli di soli due mesi. Avrebbe dovuto trasferirsi negli Stati Uniti insieme a tutta la sua famiglia, ma il desiderio di aiutare il suo popolo, la sua terra, è stato più forte di qualsiasi cosa. Durante il mese di maggio ha cominciato a curare gli abitanti di un villaggio dove si pensa possa essersi contagiato. 

Venendo a conoscenza delle condizioni del suo paziente, ha fatto il test, ma ha dato esito negativo per poi avvertire, a distanza di alcuni giorni, i primi sintomi del virus. La sorella ha spiegato che non credevano avrebbe avuto complicazioni, considerando che stava bene e non aveva malattie pregresse, anche se leggermente sovrappeso. A luglio è stato ricoverato per poi giungere una settimana dopo in terapia intensiva e prima di essere intubato, ha scritto la lettera che ha commosso tutti. 

Il neurochirurgo è morto l’8 agosto 2021. I familiari affermano che quella lettera è stato il suo addio per tutti loro e sperano che la sua morte possa insegnare qualcosa a molti. Lanciano poi u appello a stare a casa e proteggersi.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Una storia davvero commovente che mostra tutta la dedizione, la passione di un uomo che ha anteposto il suo bene per salvare più vite possibili mettendo, purtroppo, fine alla sua dal momento che è stato contagiato. Un uomo e un padre di cui i suoi figli potranno essere fieri un domani non appena sentiranno questa storia.

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