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Nel Galles ritirata dal supermercato una bambola troppo "sessualizzata"

Una bambola distribuita da Tesco è finita nel mirino di genitori arrabbiati ed accaniti che alla fine di varie proteste sono riusciti a farla ritirare dal mercato: la bambola in questione si presentava in lingerie rossa con le autoreggenti.

Esteri
Pubblicato il 2 settembre 2020, alle ore 13:24

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Nel Galles ritirata dal supermercato una bambola troppo "sessualizzata"

Questa volta, a finire nel mirino dei genitori, sempre più attivi e più vigili sulle scelte di mercato per tutte quelle aziende che trattano prodotti per bambini, si è ritrovata nel Galles una piccola bambola per bambine, di nome Na Na Na  Supprprise della Tesco

A far partire il tutto un papà arrabbiato che, nel vedere la propria figlia giocare con la bambolina, ha notato che questa sotto ai vestiti portava una lingerie di pizzo, rossa e con le autoreggenti. Disgustato, allora ha pubblicato la propria opinione sui social con tanto di foto al seguito ed inaspettatamente ha avuto molto consenso da parte di altri genitori preoccupati, fino ad arrivare alla creazione di veri e propri gruppi, i quali hanno protestato e reclamato presso il distributore Tesco

In seguito a tali proteste, la catena di supermercati Tesco non ha potuto far altro che ritirare il prodotto dai propri espositori ed anzi si è dimostrata aperta al dialogo ed interessata alle opinioni dei genitori. 

Oggi questo tipo di reclami e questa attenzione a tutto ciò che può essere maschilista, sessualizzato o inappropriato per i propri figli da parte dei genitori, è sempre più diffuso. Infatti non è passato neanche un mese da quando un’altra bambola è stata ritirata dal mercato.

La bambola in questione era una Trolls della Hasbro: Trolls Works Tour Giggke and Sing Poppy, la quale è caduta vittima di proteste da parte di genitori infuriati che si sono mobilitati addirittura con petizioni online per boicottare il prodotto; la bambola era progettata per cantare quando le veniva premuto il bottone sulla pancia ma, oltre a questo pulsante, ne presentava un secondo in mezzo alle gambe il quale aveva solo la funzione di far emettere risatine e mugolii alla bambola quando veniva premuto.

La questione ha sollevato un polverone riuscendo ad ottenere 250mila firme ed il ritiro dal mercato del prodotto, accusato di diffondere pedofilia. Oggi giorno, grazie ad i social, i consumatori, di qualsiasi tipo ed età, hanno più voce in capitolo sulle scelte di mercato e, se prima venivano quasi ignorati dalle multinazionali, oggi possono dire la propria facendo preoccupare qualsiasi dirigente: basta un dislike, una protesta o una raccolta firme, per far cambiare subito un prodotto o un’iniziativa di mercato, con le aziende che si dimostrano particolarmente ricettive solo per paura di perdere i guadagni.

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Cosa ne pensa l’autore
Rosa Tea Di Sclafani

Rosa Tea Di Sclafani - Che a volte i genitori moderni possano essere troppo apprensivi ed esagerati lo sappiamo bene ma, pensandoci attentamente, quale scopo potrebbe avere, ai fini di un gioco per bambini, una lingerie provocante o un bottone con una funzione ambigua posizionato nel posto sbagliato? È chiaro che, in alcuni casi, queste allusioni sono volute e non casuali, perché i bambini non sanno niente di lingerie e certi bottoni potrebbero essere posizionati altrove!

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