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Naufraghi nel mar Egeo: bimba di 4 anni muore

Viaggio interrotto per una cinquantina di persone, dirette con un gommone alle isole greche. La Guardia Costiera turca giunta in aiuto ha messo in salvo 46 naufraghi, ma una bambina è morta in mare

Esteri
Pubblicato il 15 gennaio 2019, alle ore 17:29

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Naufraghi nel mar Egeo: bimba di 4 anni muore

La Guardia Costiera turca ha messo in salvo una cinquantina di migranti, tra questi molte donne e bambini. Una bambina di appena quattro anni non ce l’ha fatta ed è morta in mare. Il corpo della piccola è già stato recuperato dalla Guardia Costiera durante le operazioni di salvataggio.

Il gruppo di migranti si trovavano stretti in un gommone nel Mar Egeo, nella zona sud-ovest al largo della Turchia. Il gommone non era in grado di galleggiare, forse per il peso, e imbarcava acqua. Appena la Guardia Costiera turca si è accorta del naufragio è andata in soccorso del gruppo di migranti. Era l’alba di oggi, 15 gennaio 2019.

Il naufragio della speranza

Anadolu, l’agenzia di stampa ufficiale turca, citando fonti della sicurezza, ha precisato che il numero di migranti portati in salvo nell’operazione di salvataggio della Guardia Costiera turca sono 46. Ha riferito inoltre che i naufraghi, al momento in cui sono stati intercettati, si trovavano a cinque miglia dalla costa “all’altezza del distretto di Kusadasi, nella provincia sudoccidentale di Aydin”.

Nessuno, al momento, ha saputo dire quante fossero esattamente le persone che si trovavano a bordo del gommone alla partenza. I media turchi hanno riferito che le operazioni di ricerca e di soccorso da parte della Guardia Costiera al largo del distretto di Kusadasi, nella provincia di Aydin, continuano, nella speranza di salvare altre vite, pur non sapendo quando il loro intervento può considerarsi concluso.

I migranti, dalle prime notizie, pare siano tutti iracheni si erano messi in viaggio, sul gommone della speranza, per raggiungere le isole greche. Tra i 46 naufraghi già messi in salvo ci sono donne e bambini. Sicuramente avevano messo in conto le difficoltà del viaggio, ma forse non pensavano a un prezzo tanto alto. Prezzo spesso pagato da donne e bambini.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Difficile trovare termini adeguati: migranti, iracheni, naufraghi, donne, bambini per me sono tutte persone. Persone che cercano una vita migliore, persone da sostenere e da incoraggiare, perché tutti hanno diritto ad essere felici, loro e noi. Un pezzo di terra dove poter dire "qui mi trovi", un pezzo di pane, l'istruzione dovrebbero essere di tutti.

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