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Morto a 106 anni Feingold: mise in salvo 100 mila ebrei

La vita lunga e intensa di Marko Feingold si è chiusa giovedì 19 settembre 2019 a Salisburgo. Aveva 106 anni. Era stato in quattro campi di concentramento e nel dopo guerra salvò più di 100 mila ebrei.

Esteri
Pubblicato il 21 settembre 2019, alle ore 11:08

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Morto a 106 anni Feingold: mise in salvo 100 mila ebrei

Aveva 106 anni, Marko Feingold, morto giovedì, a Salisburgo, a causa di una polmonite. Feingold era il più vecchio austriaco sopravvissuto alla Shoah, aveva visto quattro campi di sterminio nazisti: Auschwitz, Neuengamme, Dachau e Buchenwald. All’Ansa si era definito “Credente poco praticante… Vista la serie di coincidenze nella mia vita, qualcosa deve esserci“.

Ultra centenario, ma ancora attivo, a Salisburgo era il responsabile della sinagoga e, quando chiamato dalle scuole, andava a raccontare la follia nazista. Lo scorso anno, ha riferito la moglie Hanna, si era fermato per una frattura al femore. 

Una vita segnata dalla guerra

La giovinezza dell’austriaco Marko Feingold è stata segnata dalle due guerre. La prima scoppiata quando lui aveva un anno e pochi mesi, la seconda quando aveva 26 anni. Aveva conosciuto l‘Italia, quando, insieme al fratello, faceva il commesso viaggiatore nel tentativo di sfuggire alle persecuzioni naziste. Purtroppo, i due fratelli Feingold vennero rintracciati, arrestati e rinchiusi nei campi di concentramento di Buchenwald. Qui il fratello perse la vita. All’arrivo degli alleati, il 32enne Marko pesava 40 chili. Quel giorno, finalmente, potè riavere i suoi vestiti, quelli sequestrati all’arresto.

Dopo la seconda guerra, l’Austria chiuse le frontiere agli ebrei che erano diretti in Palestina. Feingold riuscì a far passare il Brennero a circa 100 mila ebrei definendoli ex internati italiani. Quando questo passaggio venne bloccato, cercò un sentiero in alta montagna e attraverso il passo dei Tauri 5.500 persone, adulti, bambini e anziani, riuscirono a raggiungere l’Alto Adige, e da qui a imbarcarsi per raggiungere la Palestina. Era l’estate del 1947. Ogni anno, l’associazione Alpine Peace Crossing organizza una marcia della pace a ricordo di questa via di fuga.

Quando venne fondato lo stato d’Israele, anche l’Austria riaprì i confini e Feingold potè tonare a Salisburgo. Le difficoltà della vita non hanno mai segnato l’humor di Feingold. Ne ilmessaggero.it si legge che questo lo “testimonia anche la risposta data qualche anno fa all’arcivescovo di Salisburgo che voleva conoscere il suo segreto di longevità. L’ultracentenario rispose: “Faccia come me e si sposi una donna giovane”. La moglie Hanna Feingold aveva infatti 35 anni meno di lui”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che la "coincidenza" più importante della vita di quest'uomo sia il "desiderio di vita" per sé stesso e per quanti, come lui, sono stati segnati da una guerra ingiusta. Il suo darsi da fare per l'altro, per salvargli la vita, il suo raccontare i valori in cui credeva gli hanno fatto percepire che "qualcosa deve esserci". Grazie Marko!

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

21 settembre 2019 - 11:09:07

Decisamente un uomo coraggioso ed indomabile.

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Deciso Fangosi
Deciso Fangosi

22 settembre 2019 - 02:01:53

"I Trotsky fanno rivoluzioni, mentre i Bronstein ne pagano il prezzo."

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Deciso Fangosi
Marilena Carraro

22 settembre 2019 - 06:11:40

Purtroppo c'è sempre qualcuno che paga. La storia dovrebbe insegnare.

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