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Messico, scoperta una grotta Maya piena di tesori

Gli scienziati dell'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH) hanno scoperto una grotta Maya a 24 metri di profondità, sotto al Chichén Itzà; al suo interno ci sono molti tesori, tra cui bruciatori d'incenso, vasi e ossa.

Esteri
Pubblicato il 18 marzo 2019, alle ore 23:20

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Messico, scoperta una grotta Maya piena di tesori

In Messico, sotto il celebre complesso archeologico di Chichén Itzà, sito nella penisola dello Yucatan, è stata rinvenuta una grotta del tutto inesplorata e piena di tesori Maya. Il sito archeologico è stato ritrovato ad una profondità di 24 metri, ad appena un paio di chilometri di distanza dal tempio di Kukulkan, una piramide a gradoni conosciuta con il soprannome di “El Castillo“, che rappresenta la più importante struttura del sito e si estende per un’area di 3 km quadrati.

La Grotta in realtà fu individuata dagli scienziati già 50 anni fa, ma uno studio effettuato all’epoca da alcuni studiosi si concluse con una relazione breve e sommaria che classificava il sito come poco importante tanto che la sua entrata fu chiusa con alcune pietre. Il suddetto rapporto passò di mano in mano attraverso varie generazione di archeologi.

Soltanto recentemente l’Istituto nazionale di Antropologia e storia del Messico (INAH), attraverso il nuovo responsabile della spedizione, il professor Guglielmo de Anda, ha deciso di approfondire le ricerche nel sito ed è riuscita a farne emergere la natura, tanto che la grotta è stata classificata come un “tesoro scientifico“.

La grotta era nota con il nome Balamku, ossia “Grotta del Dio Giaguaro“. Gli archeologi, una volta rimosse le pietre che coprivano l’ingresso, sono penetrati nell’angusto sistema di cunicoli che porta all’interno, dovendo addirittura strisciare in alcuni tratti. Giunti nel cuore della grotta si sono trovati davanti ad uno spettacolo sensazionale. Sono stati trovati sette bruciatori cerimoniali per l’incenso, resti di cibo, prezioso vasellame, giada, semi, utensili, ossa e altri materiali risalenti al popolo Maya, depositati in offerta agli Dei. Il tesoro scientifico risale al periodo compreso tra il 700 ed il 1000 dopo Cristo.

Il tesoro era protetto da un velenosissimo serpente corallo che vegliava la grotta, a causa del quale l’inizio dell’ispezione è stata posticipata di quattro giorni. Fino ad ora sono stati ispezionati 460 metri quadrati della grotta ma è molto probabile che vi siano delle stanze segrete piene di reperti all’interno del complesso di Chichén Itzà. Molti dei manufatti rinvenuti sono in perfette condizioni, tanto che gli scienziati stanno pensando di lasciarli esattamente dove sono stati trovati.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - I Maya sono sempre stati una popolazione dedita agli Dei, un popolo che ha sempre attratto molto per i loro usi e costumi. Secondo me erano un popolo molto ingegnoso, credo che nel sito potranno essere fatte ancora molte scoperte e ritengo probabile la presenza di stanze segrete, magari custodite da altre creature pericolose.

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