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Masai vittime di violenze e sfratti dalle loro terre

Da anni i Masai, l'antico popolo indigeno che vive nella regione di Loliondo, nel nord della Tanzania, subiscono violenze e sfratti ad opera del Governo del Paese che vuole fare solo i propri interessi.

Esteri
Pubblicato il 17 maggio 2018, alle ore 11:45

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Masai vittime di violenze e sfratti dalle loro terre

Purtroppo da anni i Masai subiscono violenze, ingiustizie e sfratti dalle proprie terre perchè il governo è interessato solo agli introiti derivanti dall’attività turistica svolta in quella zona. Una triste realtà monitorata da anni dall’organizzazione Survival International.

I Masai subiscono spesso pestaggi, violenze, carcerazioni e intimidazioni, inoltre spesso soffrono la fame poichè il Governo gli impedisce di andare a rifornirsi d’acqua e di portare gli animali al pascolo, inoltre le loro mandrie sono state decimate poichè disperse per intimidirli e convincerli ad abbandonare le proprie terre. Sempre per ordine del Governo, inoltre, alcuni villaggi sono stati bruciati mentre ad altri addirittura è vietato l’accesso.

Gli introiti dovuti al turismo, in Tanzania, sono parti a due miliardi di dollari all’anno, entrate assicurate soprattutto da due organizzazioni turistiche estere, una che effettua safari e l’altra che organizza escursioni di caccia per le famiglie reali. Quest’ultima ha avuto l’accesso esclusivo per caccia alla zona per ben 25 anni e, anche se adesso non ha più questo permesso esclusivo, continua ad operare in zona.

Ovviamente la caccia sta portando all’estinzione di molti animali rari mentre i Masai vengono arrestati solo se parlano delle loro difficoltà a vivere. Inoltre la savana è sempre più occupata da zone adibite appositamente per safari e parchi turistici. E così l’antico e fiero popolo viene relegato in aree sempre più piccole e senza risorse grazie alla complicità tra organizzazioni turistiche e governo, quest’ultimo utilizza leggi di conservazione per relegare i Masai in zone limitate.

Ovviamente, più che conservare le tradizioni del popolo indigeno queste leggi portano solo malattie e fame tra i Masai e a soffrirne di più sono i bambini. Queste leggi di conservazione furono emanate a partire dagli anni Cinquanta e sempre più sono servite per fare gli interessi delle organizzazioni turistiche e arricchire anche il governo della Tanzania.

Purtroppo, questa situazione non riguarda solo i Masai su cui recentemente i rapporti hanno fatto luce, ma anche molti altri popoli indigeni di tutto il mondo.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Secondo me, i popoli indigeni sono come l'anima di uno Stato in quanto ne rappresentano la nascita, il passato, chi eravamo e perché certe tradizioni sopravvivono ancora oggi, anche se un po' modificate. Sono i nostri antenati, persone semplici che hanno deciso di rinunciare a ogni tipo di evoluzione e tecnologia per poter vivere a contatto diretto con i ritmi e i cicli della natura. Situazioni del genere, quindi mi rendono molto triste poiché la cattiveria umana non sembra avere mai limiti e ogni persona, invece, al di là della razza e del modo di vivere, dovrebbe essere rispettata.

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