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Martinica sotto lockdown, turisti invitati a lasciare l’isola

L'isola delle Piccole Antille si trova sotto lockdown. Il prefetto ha già invitato i turisti e il personale estero non residente nell'isola di lasciare l'isola. Non mancano i problemi di ordine pubblico.

Esteri
Pubblicato il 12 agosto 2021, alle ore 09:54

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Martinica sotto lockdown, turisti invitati a lasciare l’isola

È stato il prefetto martinicano Stanislas Cazelles a riferire le notizie riguardo il lockdown. Le uniche attività che resteranno aperte durante questo periodo di chiusura totale saranno negozi di alimentari e farmacie, nel frattempo ha anche invitato i turisti a lasciare l’isola visto i gravi problemi legati alla situazione ospedaliera locale, si parla di strutture sanitarie ormai sature.

Per capire come si è arrivati a tanto dobbiamo tornare indietro nel tempo di qualche settimana, esattamente ai 7 giorni che vanno dal 19 al 26 Luglio, dove c’è stata un’impennata di positivi con 1305 infetti al giorno su 100.000 abitanti, mentre ad oggi si parla di circa 600 contagi quotidiani. Gli ospedali e le cliniche sono ormai pieni e rischiano il collasso operativo, presto potrebbero non esserci più posti liberi per i necessitanti di ricovero. 

Meno del 22% dei cittadini dell’arcipelago ha attualmente ricevuto la prima dose del vaccino e questo fattore potrebbe essere la causa scatenante del nuovo boom di contagiati in Martinica. Resta da capire se questa carenza di vaccinati è dovuta alla scelta dei cittadini stessi o ad una carenza di risorse che non ha permesso di immunizzare almeno parte degli isolani che adesso dovranno affrontare la quarantena con norme più restrittive rispetto a quelle dei precenti lockdown.

Già da giorno 1 Agosto la popolazione di Martinica deve rispettare il coprifuoco che scatta alle 8 di sera e termina alle 5 di mattino. Questo per permettere la dislocazione delle forze dell’ordine in maniera ottimale e tenere le strade sgombre favorendo un migliore fluire delle ambulanze. Inoltre gli isolani non potranno allontanarsi per più di 1 chilometro dalla propria abitazione, mentre lo scorso lockdown i chilometri del raggio di spostamenti consentiti erano 10. Decisione difficile ma che permetterebbe di creare micro-aree più facili da gestire, visto che gli eventuali focolai potrebbero essere isolati in tempi molto ristretti.

I problemi dell’isola non terminano qui, però, il 30 Luglio, infatti, a causa forte malcontento dovuto alla scelta (forzata visti i numeri) di ricorrere al lockdown, si sono registrati degli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine locali. Per placare gli animi sempre il prefetto Cazelles ha promesso che se tra 15 giorni ci saranno numeri più rassicuranti di quelli attuali le normative verrano riviste.

Situazione che porta a riflettere pure chi non è in Martinica visto che anche noi in Italia, stiamo avendo un rialzo di contagi, seppur più controllato rispetto all’isola delle Antille francesi. Basti pensare alla possibilità, secondo le previsioni degli esperti, di zona gialla per la Sicilia dopo ferragosto se i contagi quotidiani non caleranno. Insomma, il Covid-19 è vicino all’essere sconfitto ma episodi come questo ci ricordano di non abbassare la guardia troppo presto.

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Cosa ne pensa l’autore
Quasimodo Boreale

Quasimodo Boreale - Quando si parla di Covid-19 ormai si parla solo di "Vaccino si" e "Vaccino no". Discussioni troppo inquinate da dati interpretati (Quando vanno solo presi per quello che sono) ed errori di valutazione. Tornando alla questione Martinica credo che sia importante spendere due paroline sulle norme (più) restrittive che si porta dietro il Lockdown. Scelta secondo me saggia vista la condizione sanitaria attuale, pochi posti liberi e 80% dei cittadini dell'arcipelago non vaccinati, insomma Cazelles ha fatto una scelta magari impopolare, ma sicuramente ,tenendo conto di questi fattori, quella più adatta. A mali estremi, estremi rimedi.

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