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Londra, senzatetto chiede ospitalità per il cane ma a lui viene negata l’entrata: muore di freddo poco dopo

Con le temperature sotto lo zero, un senzatetto chiede ad un canile della zona di occuparsi del cane per la notte. A lui non è però concesso rimanere: trovato morto dal freddo qualche ora dopo.

Esteri
Pubblicato il 18 novembre 2018, alle ore 11:21

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Londra, senzatetto chiede ospitalità per il cane ma a lui viene negata l’entrata: muore di freddo poco dopo

Un fatto che risale al 2016 ma che vede solo in questi giorni una sentenza per quella pliziotta che, senza cuore, ha cacciato un senzatetto molto conosciuto nella zona di Uxbridge durante una serata glaciale. Pericle Malagardis, noto come Peri da tutti i suoi conoscenti, nella notte del 5 marzo 2016 entra in un canile della zona gestito dalla Polizia e chiede così di poter far rimanere il cane per proteggerlo da quel freddo mortale. La poliziotta, ora licenziata, ha fatto rimanere il cane cacciando però l’anziano signore. Dopo qualche ora è stato ritrovato il corpo del senzatetto morto per ipotermia.

Una sentenza esemplare quella che ha ricevuto Bhupinder Kalsi, ascoltata in aula anche dai molti amici di Peri ancora in lacrime per l’improvvisa morte del 63enne. Nonostante la sua scomparsa risalga ormai a due anni fa, il dolore è ancora molto forte in particolare per Jenny Perry, una hostess della zona che aveva aiutato ripetute volte Peri, a cui ora è stato affidato il cane tanto amato dall’uomo.

La storia di Peri

La storia di Peri è nota in tutta la cittadina che ancora lo piange, e che per molti anni ha voluto aiutarlo concretamente. Pericle Malagardis nato in Grecia, si è trasferito a Londra nel 1989. Autista per 11 anni, ha perso tutto dopo la fine di una relazione amorosa, ed è stato così costretto a vivere nella sua auto. Cinque anni fa gli è stato sequestrato anche il veicolo, obbligandolo a vivere per strada e al freddo. In tutto questo tempo però, il suo amico a quattro zampe dal nome Django non lo ha mai abbandonato.

In molti si era affezionati al 63enne. Il personale della metropolitana di Cockfosters, si preoccupava di ricaricare mensilmente la sua Oyster card, una carta elettronica che ti consente di viaggiare con i trasporti pubblici. Grazie a questo gesto Peri poteva dirigersi senza problemi verso l’aeroporto di Heathrow, dove poteva rimanere nel Terminal 5 al caldo. Spesso nello stesso Terminal gli veniva offerto anche del cibo. Proprio qui ha conosciuto Jenny, l’hostess a cui affidava spesso il suo amico a quattro zampe, e che ha pianto per tutta l’udienza finale.

Alcuni dipendenti della British Airways, tra cui la stessa hostess Jenny, avevano anche aperto una raccolta fondi per aiutare Peri a ritornare in Grecia e riabbracciare così la famiglia che da molti anni non vedeva. Così come la stessa Jenny racconta al termine dell’udienza, erano state raccolte 6.000 sterline che ora verranno tristemente utilizzate per pagare il funerale al loro amico. La poliziotta che ha cacciato l’uomo durante quella notte glaciale che l’ha ucciso per ipotermia, è stata licenziata “per grave incompetenza” non avendo neanche provato a pensare ad una soluzione alternativa per proteggere Peri.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - La tristezza nel sapere che la Polizia, quelle persone che dovrebbero proteggere i cittadini, sono spesso etichettati come senza cuore. Non solo parte della Polizia, ma anche gestore di un canile e quindi in contatto con animali definiti come migliori amici dell'uomo. Vicina a tutto questo amore non ha avuto l'umanità di far rimanere per qualche ora un uomo senza una casa in cui andare.

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