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Lo sceicco Saad Al Hajry: "Le donne non possono guidare perché hanno un quarto di cervello"

Lo sceicco Saad Al Hajry, il presidente del Consiglio della fatwa della provincia di Asir, nei suoi discorsi ai fedeli, indugia sull'inferiorità della donna, definita fisiologicamente menomata.

Esteri
Pubblicato il 22 settembre 2017, alle ore 12:41

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Lo sceicco Saad Al Hajry: "Le donne non possono guidare perché hanno un quarto di cervello"

Lo sceicco Saad Al Hajry, il presidente del Consiglio della fatwa della provincia di Asir, nel sud del Paese, ha detto: “Le donne? Non possono guidare perché hanno un quarto di cervello e chi darebbe la patente a una persona con un quarto di cervello?” L’Arabia Saudita è l’unico Paese al mondo che non permette alle donne di guidare.
Durante un incontro pubblico, logicamente riservato ad una platea maschile, Al Hajry ha argomentato le sue illuminanti idee: “Le autorità darebbero la patente a un uomo che dimostra di avere solo metà cervello?”.

I presenti, estasiati, hanno logicamente apprezzato e approvato l’oratoria. Il religioso ha concluso dicendo che non è colpa della donna, poverina, è colpa del suo aspetto fisiologico.
Sui social media arabi le parole di Saad Al Hajry hanno scatenato numerose proteste, il video dello sproloquio del religioso è stato condiviso da migliaia di persone ed è stato fonte di derisione: l’ironia, talvolta, è la miglior arma. 

Il principe ereditario Mohammed Bin Salman salirà al trono al posto del padre e dovrebbe, probabilmente, risolvere, in minima parte, l’annoso problema della guida femminile: i permessi potrebbero essere dati solo alle donne con più di 40 anni e solo nelle città.

Qualche settimana fa una donna si è travestita da uomo per poter guidare: fermata dalla polizia non è stata condannata alle settimane di isolamento e detenzione previste fino a due anni fa. Un piccolo cambiamento che non muta l’agghiacciante situazione delle donne in Arabia Saudita.

Le cronache riportano di un Paese ove le donne, sin dalla nascita, sono affidate a un tutore, un maschio della famiglia, che deve concedere loro l’autorizzazione per ogni scelta: sposarsi, studiare, lavorare, curarsi, spostarsi dalla propria città. Il tutore diverrà poi il marito che svolgerà le medesime funzioni. In Arabia Saudita le donne possono andare in bicicletta, o praticare sport di squadra, se è presente un tutore.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Commentare tali esternazioni risulta complesso se si eliminano le volgarità: il dominio della donna ha segnato la storia, ha precluso la capacità di espressione muliebre, nascondendola, castrandola, ha ristretto l'esistenza delle donne ad una mera prolungazione del maschio. Osceno, triste, piccolo uomo, ricco solamente finanziariamente, che declama la propria miseria ad un branco di miserabili.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

22 settembre 2017 - 13:00:26

Dev'essere rimasto scosso dalla visita della Boldrini qualche tempo fa...

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