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L’ereditiera dei biscotti Bahlsen: “Durante il nazismo trattammo bene i lavoratori forzati”

Hanno suscitato molto clamore le affermazioni di Verena Bahlsen, l'ereditiera del colosso dei biscotti Bahlsen, che ha affermato che durante il periodo nazista i lavoratori forzati utilizzati dalla società non erano sfruttati, ma trattati “bene”.

Esteri
Pubblicato il 16 maggio 2019, alle ore 13:03

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L’ereditiera dei biscotti Bahlsen: “Durante il nazismo trattammo bene i lavoratori forzati”

L’ultima uscita di Verena Bahlsen, ricca ereditiera dell’impero dei biscotti Bahlsen, ha suscitato in Germania non poco scalpore. Stando a quanto da lei dichiarato per mezzo di un’intervista rilasciata alla Bild, nel periodo compreso tra il 1943 e il 1945, l’azienda non sfruttò affatto i circa 200 lavoratori forzati provenienti per lo più dalla Polonia e dall’Ucraina.  

Come da lei ribadito, la sua società non avrebbe nulla da rimproverarsi, in quanto la paga riconosciuta ai forzati era esattamente identica a quella dei lavoratori tedeschi: da qui non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, visto che costoro vennero a tutti gli effetti trattati “bene”

Al solo udire delle simili dichiarazioni, una larga fetta della popolazione tedesca si è indignata, condannando aspramente quelle che sono state definite delle parole inaccettabili. Ancora oggi pesa come un macigno l’idea che la Germania nazista utilizzò gli oppositori politici e gli stranieri all’interno delle fabbriche. Nei migliori dei casi, quando non si veniva ridotti in schiavitù, gli sventurati venivano considerati niente di meno che manodopera a basso costo

Negli anni del Dopoguerra, tra le tante aziende finite sotto la lente della magistratura, ci fu la stessa Bahlsen, anche se la sua vicenda non ha avuto modo di portare ad una condanna per via della prescrizione. La società ha comunque voluto prendere le distanze dalle parole di Verena Bahlsen, rilasciando un comunicato in cui si ha voluto sottolineare di essere “consapevole della sofferenza e delle ingiustizie inflitte alle lavoratrici”. 

Ad ogni modo, non è la prima volta che una dichiarazione di Verena Bahlsen suscita sgomento e desolazione. Pochi giorni prima di questa triste sparata, la donna aveva ricordato di essere a tutti gli effetti una vera capitalista, in quanto a capo del 25% di una grande industria conosciuta in tutto il mondo. In conseguenza di ciò, aveva aggiunto che il suo unico obiettivo sarebbe stato quello di guadagnare tanti soldi per potersi permettere di comprare degli yacht.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Come era logico aspettarsi, le parole di Verena Bahlsen dovevano lasciare un segno. Spesso la ricchezza e la notorietà possono essere deleteri e dare l’impressione di essere intoccabili ed onnipotenti. Ma, quando si parla di una triste pagina del passato come il nazismo, sarebbe meglio non lavarsi la coscienza con delle frasi fuori luogo, in quanto il risultato che si ottiene è esattamente contrario a quello prospettato.

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