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Le autorità turche bloccano una nave dell’Eni: ecco perché il Mediterraneo è strategico per l’Italia

La zona di mare situata tra le coste di Israele e dell’Egitto a Sud e quelle di Cipro a Nord è stata recentemente ribattezzata il “Triangolo dell’energia”

Esteri
Pubblicato il 15 febbraio 2018, alle ore 12:23

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Le autorità turche bloccano una nave dell’Eni: ecco perché il Mediterraneo è strategico per l’Italia

Da più di una settimana una nave dell’Eni, la quale avrebbe dovuto cominciare la ricerca di nuovi giacimenti di gas nelle acque davanti all’isola di Cipro, è bloccata dalla marina militare della Turchia. A partire dal 2009 nel Mediterraneo orientale sono stati scoperti molti giacimenti di gas naturale e gli esperti pensano che altri verranno alla luce nel prossimo futuro.

La zona compresa tra le coste di Israele e dell’Egitto a Sud e quelle di Cipro a Nord è stata ribattezzata “Triangolo dell’energia” in seguito ad un accordo economico stipulato tra Cipro e Israele nel 2010. Questa definizione ha già ottenuto una voce specifica su Wikipedia.  

Le riserve di gas che sono state individuate fino ad oggi ammontano a circa 3.500 miliardi di metri cubi e quelle che potrebbero nascondersi sotto lo stesso tratto di mare si stima che possano arrivare ad altri 10.000 miliardi di metri cubi. Questo vuol dire che un Paese come l’Italia, che consuma ogni anno poco più di 70 miliardi di tonnellate di gas ogni anno, avrebbe riserve di questo combustibile sufficienti per circa 190 anni. 

Nave dell’Eni bloccata dalla marina Turca a largo di Cipro

Il Mar Mediterraneo è diviso tra le nazioni in Zone economiche esclusive che si estendono molto oltre i confini delle acque territoriali. Il  giacimento più consistente dell’area è situato nella Zona economica dell’Egitto ed è stato individuato proprio dall’Eni nel 2015: grazie ai suoi 850 miliardi di metri cubi è grande abbastanza da garantire 12 anni di consumi di gas a un Paese come il nostro.

L’esplorazione della nave dell’Eni fermata dalle autorità turche si sarebbe svolta al largo delle coste orientali di Cipro, affacciate verso il Libano e la Siria, dove ancora non si è certi della presenza di riserve sottomarine di gas. Nessun giacimento è stato fino a questo momento individuato a Nord di Cipro, nel tratto di mare che separa l’isola dalla Turchia. L’intervento delle forze turche sarebbe comunque finalizzato a tutelare gli interessi economici di Cipro del Nord. Quest’ultimo è abitato in prevalenza da turchi ed è formalmente riconosciuto a livello internazionale proprio dalla sola Turchia. 

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - Il contenzioso che sta vedendo in queste ore coinvolte l'Italia e la Turchia investe una questione molto delicata, ovvero la protezione degli investimenti in zone di mare contese o di Stati che non sono formalmente riconosciuti. Occorrerà un lavoro molto importante da parte delle autorità diplomatiche del nostro Paese per cercare di risolvere la questione.

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