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La Svizzera approva la legge contro l’omofobia: sarà punita al pari del razzismo

La popolazione della Confederazione elvetica ha detto sì alla legge contro l'omofobia: al referendum, con il 63% dei voti a favore, gli elvetici hanno approvato la legge contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale.

Esteri
Pubblicato il 10 febbraio 2020, alle ore 16:26

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La Svizzera approva la legge contro l’omofobia: sarà punita al pari del razzismo

La Svizzera si schiera contro l’omofobia: voto storico al referendum sulla nuova legge che reprime e punisce la discriminazione delle persone sulla base del loro orientamento sessuale. La popolazione elvetica ha approvato la legge con oltre il 63% di voti favorevoli. Nello specifico, nel Canton Vaud gli l’elettori che si sono espressi in modo favorevole sono stati l’80.2%, a Ginevra il 76.3% e a Zurigo il 63.5%. Solo nei cantoni germanofoni del centro, e in alcune zone dell’Est del Paese, ha prevalso il dissenso.

L’attesa legge è stata depositata nel 2013, e ci sono voluti sette anni prima che trovasse approvazione da parte del Parlamento, nel 2018. Cosi la revisione di legge introduce, esplicitamente nel Codice penale elvetico, il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale, con lo scopo di tutelare e proteggere la comunità Lgbt.

In sostanza, si tratta di un’estensione della norma penale che oggi punisce chi con atti o dichiarazioni discredita pubblicamente una persona, o un gruppo, sulla base di razza, etnia o religione. Resa al pari del razzismo, la legge reprime e sanziona le offese pubbliche e la discriminazione sessuale o qualsiasi atteggiamento di incitamento all’odio per parole, per iscritto, per gesti, e per immagini. Non si applica però nell’ambito familiare, né in gruppi ristretti, o tra chiacchiere isolate.

Resta comunque, per i ristoranti, alberghi e per tutti i luoghi pubblici, il divieto di rifiutare l’accesso di persone in relazione al loro orientamento sessuale. La norma è stata molto contestata dai conservatori dell’Unione democratica federale (Udf), di matrice cristiana, che si sono schierati contro il referendum: “Continueremo a difendere i valori cristiani”.

Invece, l’approvazione della legge trova l’appoggio di Salome Zimmermann, la co-presidente dell’Organizzazione svizzera delle lesbiche: “Oggi non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali ad essere rafforzati, ma quelli di tutte le minoranze”. Il padre della nuova legge anti-omofobia, ovvero il socialista Mathias Reynard, ha espresso la sua gioia nel vedere realizzato questo grande progresso civile e sociale da parte della Svizzera: “Questo è un magnifico segnale per tutte le persone. L’odio e la discriminazione non hanno più posto nel nostro Paese”.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano La Rocca

Gaetano La Rocca - Anche in questa occasione, la Svizzera conferma la sua grande civiltà in grado di tutelare e salvaguardare ogni suo singolo cittadino contro qualsiasi discriminazione. La legge contro l'omofobia permetterà agli elvetici di vivere, in piena libertà, il loro orientamento sessuale senza subire alcuna offesa o denigrazione. Purtroppo l'Italia fa attendere ancora ai suoi cittadini il diritto di poter amare senza alcuna distinzione e di vivere la propria vita senza correre il rischio di rimanere vittime del pregiudizio e dell'ignoranza altrui.

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