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La statua della Sirenetta a Copenaghen è stata vandalizzata

I colpevoli sono ancora ignoti ma la motivazione è da ricondurre alla lotta degli animalisti contro la caccia alle balene. Sotto alla statua imbrattata di rosso c'è infatti un messaggio scritto con la stessa vernice.

Esteri
Pubblicato il 30 maggio 2017, alle ore 18:10

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La statua della Sirenetta a Copenaghen è stata vandalizzata

I funzionari danesi martedì hanno scoperto la famosa statua di bronzo della Sirenetta di Copenaghen completamente ricoperta di vernice rossa. Sul terreno davanti alla statua è stata lasciata una scritta in rosso (con la stessa vernice usata per l’atto vandalico) in inglese, “la Danimarca difende le balene delle Isole Færøer”. I media danesi infatti, raccontano come durante i mesi estivi ha inizio la caccia alle balene nelle isole dell’Atlantico settentrionale.

Le autorità delle Isole Faeroe permettono agli isolani di guidare gruppi di balene verso acque poco profonde, dove vengono trafitte a morte. La carne e il grasso vengono poi condivise nella macellazione non commerciale, una pratica che risale alla fine del XVI secolo. Queste balene non sono una specie in via di estinzione.

sirenetta-vandalizzata

I funzionari dell’isola dicono che la popolazione delle balene globicephale nell’Atlantico settentrionale orientale è abbondante con circa 778.000 esemplari, di cui circa 100.000 intorno alle Isole Faroe. La caccia attuata dagli isolani uccide in media 800 balene globicephale ogni anno.

La statua della Sirenetta è stata creata dallo scultore danese Edvard Eriksen in omaggio al narratore danese Hans Christian Andersen. Seduta su una roccia all’ingresso del porto di Copenaghen dal 1913, è stata sempre un bersaglio popolare per i vandali, che l’hanno spazzata via dal suo pozzetto, decapitata e dipinta.

Nel 2004, la stessa statua è stata ricoperta in un burqa durante una protesta contro la richiesta della Turchia di aderire all’Unione Europea. Poi, nel maggio 2007, è stata nuovamente trovata dalle autorità di vigilanza, drappeggiata in abito musulmano e con la testa rivestita da una sciarpa.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lorenzon

Chiara Lorenzon - Sebbene le motivazioni di una protesta possano essere considerate più o meno valide, il vandalismo rimane un atto incivile e fine a se stesso. Esistono molti modi più efficaci e meno dannosi per manifestare il proprio dissenso verso una qualsiasi causa, da quelle animaliste a quelle umanitarie, ma il vandalismo non dovrebbe essere tra questi.

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