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La Spagna attacca ancora Salvini: "La sua è una politica brutale e antieuropeista"

Non si fermano le accuse dalla Spagna contro il ministro dell'Interno, colpevole - a detta di Josep Borrell - di una "politica brutale" che mina la coesione europea

Esteri
Pubblicato il 7 agosto 2018, alle ore 21:08

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La Spagna attacca ancora Salvini: "La sua è una politica brutale e antieuropeista"

La Spagna continua a polemizzare su Matteo Salvini in tema di immigrazione. Non era bastato il sindaco di Maiorca, che aveva considerato Salvini indesiderato sull’isola catalana. Non era bastato nemmeno il sindaco di Barcellona, che aveva attaccato il ministro dell’Interno perché-secondo lui-sta creando caos e disordini in un’Europa mai divisa come adesso in materia di migranti.

Adesso, sul carrozzone delle lamentele si è aggiunto di recente anche il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, che evidentemente ha mal digerito la decisione dell’Italia di sigillare i porti, con prevedibile dirottamento del flusso migratorio verso la penisola iberica, che per posizione geografica risulta la nazione europea più vicina alle coste africane.

Josep Borrell ha dichiarato che Salvini fa una politica non solo a spese della Spagna ma a spese dell’intera Europa. ” Il vice premier italiano-continua Borrell-viola l’idea di Europa con la sua politica di isolamento brutale. “Brutale”, strana parola in bocca ad un Paese che fino a poco tempo fa apriva i cannoni contro i barconi dei disperati.

Pure il ministro Pedro Sanchez è voluto intervenire nella discussione sostenendo che “attualmente esistono due narrazioni diverse in Europa: da un lato ci sono Paesi come l’Ungheria, la Polonia, l’Italia e anche l’Austria, che vogliono costruire nuovi muri ai loro confini nazionali. Dall’altra parte ci sono Francia, Germania, Spagna e Portogallo che si sforzano di compiere un percorso comune. Anche loro dicono ‘Non tutti possono venire’. Ma sono convinti che non si possono solo chiudere i confini, ma gestire i flussi migratori e indirizzarli in canali ordinati”.

Dichiarazione condivisibile ma che stride con la realtà che abbiamo vissuto finora. Una realtà che ha visto le navi stranieri, comprese quelle spagnole, francesi e tedesche, scaricare i profughi solo in Italia, secondo l’accordo Sophia siglato da una Sinistra disastrosa. E guai a chiedere una condivisione dei flussi migratori con i partner europei: rischiavi il linciaggio.

La risposta di Salvini alle provocazioni di Madrid non si è fatta attendere: “Non rispondiamo a insulti da parte di governi e ministri favorevoli a un’immigrazione fuori controllo. Noi ci teniamo alla sicurezza, alla cultura ed all’identità dei popoli europei”. Così si è espresso il ministro. Ma è ormai chiaro che fra Italia e Spagna la tensione è destinata a salire.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Che dire. Fino a quando quelli del PD facevano arrivare i clandestini tutti da noi, gli spagnoli guardavano dall'altra parte. Facevano finta di niente. Tanto il problema era italiano. Doveva pensarci Roma. Adesso che i profughi stanno arrivando a vagonate da loro, il problema diventa improvvisamente europeo e la politica italiana brutale. Ma anche prima il problema era europeo, eppure nessuno, al di fuori dell'Italia, muoveva un dito per l'accoglienza.

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Commenti
Ivan Luca Zappa
Ivan Luca Zappa

08 agosto 2018 - 10:38:42

Occorre solo aspettare le elezioni in Spagna. Sono convinto che anche da loro vi sia uno scollamento tra quello che dice la politica e quello che pensa la gente.

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Ivan Luca Zappa
Fabrizio Ferrara

08 agosto 2018 - 10:57:46

Sancez farà la fine di Zapatero...

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

08 agosto 2018 - 01:31:35

Considerando quel che fanno loro nelle enclave di Ceuta e Melilla...non so con che coraggio parlino.

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