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La Sinistra francese contro Macron: "Sei come Salvini. Apri i porti"

Il presidente francese Emmanuel Macron accusato dalla Sinistra transalpina di "uno spettacolo patetico": "Deve aprire porti all'Aquarius. E deve farlo subito".

Esteri
Pubblicato il 14 agosto 2018, alle ore 17:53

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La Sinistra francese contro Macron: "Sei come Salvini. Apri i porti"

Macron come Salvini. E’ emblematica l’accusa che la Sinistra francese ha lanciato contro il premier transalpino, colpevole – secondo loro – di non aver accolto l’appello della nave Acquarius, che chiedeva di poter attraccare in un porto dove scaricare i 141 migranti raccolti in mare, violando le nuove disposizione internazionali.

Génération-s, il partito fondato da Benoît Hamon, si è rivolto direttamente a Macron attraverso una nota: “Chiediamo solennemente al presidente di aprire un porto francese”. E lancia pesanti accuse contro l’inquilino dell’Eliseo, accusandolo di essere complice del ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini.

E’ la metamorfosi transalpina. Quella che proprio non ti aspetti. Proprio lui, Macron, l’uomo che, dopo che la nave Acquarius era stata respinta dal governo italiano con i suoi 629 migranti a bordo, aveva definito la politica italiana una “politica vomitevole“, adesso vede il “vomito” della Sinistra rivoltarsi contro di lui.

Ian Brossat, esponente di prima linea del Partito Comunista Francese in Europa e vicesindaco di Parigi, denuncia “uno spettacolo patetico e invita Macron ad aprire i porti. Ma il presidente francese ha continuato a fare “orecchi da mercante”, preferendo dire che è l’Italia a doversi fare carico dei migranti, avendone i mezzi e le risorse.

Come se la Francia, poverina, navigasse in pessime acque e fosse costretta a chiudere le porte per evitare invasioni africane. Un’invasione che lei stessa ha creato e che è sempre stata respinta con forza e decisione, come quando a Ventimiglia rispedì indietro decine di profughi, tra cui una donna incinta che poi morì lungo il tragitto di ritorno.

Il vicepresidente dei socialisti in Senato, Rachid Temal, ha denunciato il “silenzio assordante” delle autorità francesi: “Non possiamo oggi, nel ventunesimo secolo, lasciare una barca del genere in mezzo al Mediterraneo. Non posso abituarmi a questi drammi”, tuona contro il capo dell’Eliseo.

Appelli a cui si è aggiunto anche Clémentine Autain con un tweet: “Bisogna aprire subito un porto per l’Aquarius. Velocemente. Il dovere della solidarietà non va in vacanza”. Un appello alla fine raccolto, con i 141 migranti suddivisi tra cinque diversi Stati, tra cui la Francia stessa, appena riemersa da quel vomito che aveva riversato sull’Italia.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Cari francesi avete attaccato la Libia senza una dichiarazione di guerra. Questo si chiama aggressione. Siete voi che avete creato questo problema e adesso dovreste ricevere tutti i clandestini che partono dal territorio libico. Il presidente Macron, che si riempie la bocca solo di belle parole e insulta l'Italia, è interessato solo a vendere le armi alle fazioni libiche e a comprare il petrolio a prezzi scontati. Il dialogo di pacificazione che sta portando avanti l'italia è ostacolato da un capo di Stato che va in Vaticano per tramare con il Papa contro il governo Conte, con i due che si sono scambiati un inquietante bacio massonico, e che è legato mani e piedi alle banche e alla lobby finanziarie.

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