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La prostituzione legale in Senegal: il programma sanitario contro l’HIV

La legalizzazione della prostituzione in Senegal è accompagnata da un programma di screening sanitario per il controllo delle malattie sessualmente trasmissibili, come l’HIV.

Esteri
Pubblicato il 20 settembre 2019, alle ore 14:36

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La prostituzione legale in Senegal: il programma sanitario contro l’HIV

Il Senegal è l’unica nazione del continente in cui la prostituzione è legalizzata e regolamentata dalla politica sanitaria, cercando di controllare così anche il tasso di HIV: con una percentuale dello 0.4% è nettamente inferiore rispetto ad altri Stati dell’Africa Occidentale e Centrale in cui la media regionale è dell’1.5%, mentre la prevalenza del 7.1% si rileva in Africa Orientale e Meridionale.

La legislazione è stata introdotta nel 1969, come eredità di quella coloniale francese rimasta in vigore dopo l’indipendenza del Senegal: le donne che desiderano aderire al programma si registrano inizialmente presso la polizia, per poter poi beneficiare di screening mensili relativi alla loro salute sessuale, analizzando le malattie sessualmente trasmissibili ed eventualmente, in caso di contrazione dell’HIV, ricevendo una terapia antiretrovirale gratuita prima di poter proseguire la loro attività.

Le cliniche dispongono di una sala d’attesa dove le donne attendono il proprio turno: successivamente si recano in una sala dedicata al controllo delle infezioni a trasmissione sessuale, in cui vengono consegnati gratuitamente dei preservativi ed infine, al termine dell’appuntamento, l’infermiera timbra la carnet sanitaire.

Il sistema regolamentatore è aperto alle donne di età superiore ai 21 anni: in tal modo il 20% di loro si sono registrate in Senegal ed il 43% a Dakar, ricevendo la carta specifica che ne attesta l’iscrizione ovvero la carnet sanitaire. Le donne però tengono all’oscuro i propri famigliari e per questo la tengono nascosta e sono disposte anche a fare lunghi tragitti pur di farsi visitare solo in cliniche sanitarie molto distanti dalle proprie abitazioni, per mantenerne la discrezione.

Nel rapporto pubblicato lo scorso anno da Aurelia Lepine, Economista dello Sviluppo presso l’University College di Londra e dalla Direttrice Cheikh Tidiane Ndour della Divisione AIDS e STI del Ministero della Salute del Senegal, viene suggerita a tal proposito la sostituzione della tessera con un’applicazione mobile o in alternativa un QR Al termine di ogni visita medica.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - Non mi permetterò mai di giudicare o commentare la prostituzione: credo fermamente che ognuno sia libero di fare ciò che desidera, nel pieno rispetto altrui. Se una donna decide di intraprendere questo tipo di attività, essendoci domanda, la tutela della sua salute è sicuramente di fondamentale importanza sia per sé stessa che per gli altri, dunque sono felice che ci sia un continuo lavoro per migliorare questo programma sanitario e renderlo ottimale, augurandomi possa costituire anche un modello d’imitazione e d’esempio.

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Commenti
Laura Filippi
Laura Filippi

20 settembre 2019 - 14:43:18

Approfittando di questa forma lavorativa libera, e in quanto tale non giudicabile più di qualsiasi altro mestiere, hanno trovato un ottimo metodo per tentare di contenere la malattia. Oltre a garantire una corretta tutela sanitaria.

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