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La lotta per i diritti dei Guarani in Brasile

I Guarani di Guyra Roka potrebbero ottenere un processo equo per godere del riconoscimento dei diritti territoriali calpestati da una sentenza del 2014.

Esteri
Pubblicato il 12 aprile 2021, alle ore 15:49

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La lotta per i diritti dei Guarani in Brasile

I Guarani di Guyra Roka, comunità indigena del Brasile, potrebbero finalmente ottenere un processo equo per godere del riconoscimento dei diritti territoriali, calpestati da una sentenza del 2014 che privava il popolo autoctono delle proprie terre. La Corte Suprema ha ordinato la revisione della ingiusta sentenza, considerato il fatto che i battaglieri Guarani non fossero stati ascoltati in udienza dal tribunale, infrangendo i principi della costituzione brasiliana e violando la legge internazionale.

Purtroppo la maggior parte dell’area interessata è sotto il diretto controllo del signor José Teixeira, imprenditore agricolo e politico spregiudicato, già coinvolto in diversi di attacchi al popolo dei fieri Guarani. Uno degli attivisti più influenti della comunità di Guyra Roka, Ambrosio Vilhalva, interprete nel film “Birdwatchers, La terra degli uomini rossi” di Marco Bechis, venne addirittura ucciso a pugnalate nel 2013, reo di aver guidato nel 2000 una occupazione delle terre deufradate dal potente Teixeira.

In queste dolorose circostanze resta significativa la testimonianza di Tito Vilhalva, leader anziano e religioso della comunità di Guyra Roka, che ha raccontato di un territorio ancestrale ricoperto da foreste, senza strade e senza recinzioni,  abitato solo da Indiani, scimmie e tapiri. La folle decisione del 2014 di annientare il riconoscimento del territorio di Guyra Roka fu basata sul ‘trucco del Limite Temporale’, ovvero una manovra sleale, studiata dal governo Balsonaro, per accaparrarsi dopo una certa scadenza temporale le terre dei nativi.

Una manovra genocida che se venisse ulteriormente approvata metterebbe a rischio centinaia di territori indigeni, causando la distruzione di molte tribù incontaminate come quella del popolo Xokleng. I politici brasiliani, attualmente in carica, ignorando il benessere dei Guarani e puntando agli affari economici, continuano a collaborare con i fazendeiro della regione promuovendo nelle terre indigene un feroce agrobusiness, caratterizzato dalle attività estrattive, dall’allevamento, dall’agricoltura e dal taglio del legno.

“Questa piccola vittoria ottenuta” ha dichiarato Eliseu Lopes nella Conferenza di Survival International a Milano, il Movimento per il diritto dei popoli indigeni, “rappresenta per i Guarani e per i loro preziosi alleati una forte motivazione per continuare a lottare fino in fondo, in nome del diritto sacrosanto di abitare le terre dei propri antenati, ma costretti a fronteggiare un governo che continua a saccheggiarli e a danneggiarli con il chiaro intento di spazzarli via”.

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Cosa ne pensa l’autore
Rossana Lucente

Rossana Lucente - Per centinaia di anni i Guarani hanno percorso grandi distanze in cerca di una terra senza demonio e senza dolore, dove poter far riposare in pace i propri defunti. Purtroppo lo sfruttamento coloniale e selvaggio delle loro terre, la privazione dei mezzi di sussistenza e gli omicidi dei loro leaders, continuano a far registrare il più alto tasso dei suicidi tra la popolazione indigena del Sud America.

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