Iscriviti

La grave denuncia di un’infermiera americana: "stanno uccidendo i malati di Covid-19 perché sono neri e ispanici

Nicole Sirotek, un infermiera di un ospedale di New York, ha riferito che diversi malati di Covid-19 sono morti non per complicazioni del coronavirus, ma per errori umani, mancanza di cure e presunta negligenza.

Esteri
Pubblicato il 8 maggio 2020, alle ore 13:44

Mi piace
4
0

In seguito alla crisi sanitaria del coronavirus che affligge sia lo stato che la città di New York, l’infermiera Nicole Sirotek ha deciso di lasciare il Nevada e trasferirsi nella Grande Mela per dare il suo contributo. Ma, al di là della sua dedizione e impegno, la realtà gli ha mostrato lati crudeli della pandemia che rendono ancora più grave la situazione che vivono le persone di colore e gli ispanici.

Per questo ha deciso di registrare un disperato resoconto di ciò che succede ogni giorno in un ospedale di New York: “Nessuno ti ascolta, a loro non importa cosa succede a queste persone. Vengo ogni giorno e vedo letteralmente come vengono uccisi. Secondo l’infermiera non è stato il Covid-19 a uccidere molti malati, soprattutto afroamericani, ma i decessi sarebbero stati causati da errori umani, mancanza di cure e persino negligenza.

Afferma di essere consapevole che non si riuscirà a salvare tutti, che le vittime saranno tante, “ma queste persone non stanno morendo di coronavirus“, ha detto Nicole Sirotek, che fino a qualche giorno fa lavorava all’ospedale Elmhurst nel quartiere del Queens, una delle aree della metropoli più colpite. Nel video di 24 minuti, Nicole ha precisato di non essere un medico né di vantarsi di esserlo, ma dichiara che diversi operatori sanitari, sia colleghi infermieri che medici di diverse specialità, non si preoccupano come dovrebbero dei pazienti infetti dal nuovo coronavirus.

Tra gli esempi che elenca, racconta di un paziente anestetizzato in modo errato, un errore confermato dopo cinque ore da un esame a raggi X. Secondo la stessa Sirotek, quel paziente è poi morto. Un altro dei casi che ha scatenato la sua rabbia è quello di un paziente che aveva una frequenza cardiaca di 40 battiti, era instabile e, nonostante ciò, un medico ha eseguito compressioni toraciche invece di somministrargli atropina o altri farmaci che si utilizzano solitamente in casi simili. Ha riferito anche di intubazioni o defibrillazioni errate eseguite in momenti inappropriati: “Ho visto un anestesista inserire un tubo endotraceale e rompere l’esofago di un ragazzo che è poi soffocato nel suo stesso sangue“, ha denunciato.

Anche le organizzazioni di supporto se ne fregano di queste persone. Letteralmente, le vite dei neri qui non contano nulla“. Secondo lei a nessuno importa della vita di queste persone perché si tratta di minoranze. Nel Queens, un altissimo numero di persone infette è afroamericano e latinoamericano, per lo più lavoratori essenziali che non avevano alcuna possibilità di restare a casa dal lavoro.

Il video è diventato virale proprio nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano il National Nurse Day. Sebbene le autorità affermino che il sistema sanitario ha resistito, poiché il numero degli ospedalizzati è sempre stato inferiore alla capacità dei letti, in diversi ospedali la situazione è grave e i pazienti non hanno sempre ricevuto le cure necessarie. Le autorità dell’ospedale di Elmhurst non hanno ancora risposto alle accuse.

FONTE & CREDITS VIDEO: Infobae.com

Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Sirotek, che ha lavorato come infermiera per un decennio, ha fatto un confronto con l'Olocausto, un esempio estremo che possa rendere bene l'idea di cosa stia accadendo: "È come se fossimo nella Germania nazista, prendono gli ebrei per metterli in una camera a gas". Ma lei giustamente non ci sta e non si accontenta delle pacche sulla spalla e del "stai facendo un ottimo lavoro". Sa di essere una grande infermiera, di dare il 500% ogni giorno. Ma ciò di cui ha bisogno è di qualcuno che la aiuti a fare in modo che queste persone non vengano uccise.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!