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La CIA ha desecretato il rapporto sul Fuhrer intitolato “Tratti biologici di Hitler”

La CIA ha reso pubblico il contenuto del dossier “Tratti biologici di Hitler” redatto nel 1943 dall’antropologo Henry Field. Dallo stesso emerge che il numero uno del Reich fosse bisessuale con tendenze sadomaso.

Esteri
Pubblicato il 19 ottobre 2018, alle ore 17:05

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La CIA ha desecretato il rapporto sul Fuhrer intitolato “Tratti biologici di Hitler”

Anche a distanza di oltre 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, molti aspetti legati alle tristi vicende del conflitto continuano ad incuriosire ed affascinare.

Tra tutti spicca sicuramente la figura di Adolf Hitler, il leader della Germania nazista, un paese che di fatto crollò nell’aprile del 1945 in concomitanza con il suo suicidio.

Tratti del Fuhrer

Del Fuhrer emergono continuamente nuove prove che mettono in luce alcuni dettagli del suo profilo psicologico. L’ultimo in ordine di tempo è un dossier segreto redatto nel 1943 dall’antropologo Henry Field, intitolato “Tratti biologici di Hitler”. Oggi finalmente desecretato da parte della CIA, permette di apprendere come il Fuhrer venisse descritto come un bisessuale con tendenze sadomaso.

Il rapporto di 70 pagine redatto per l’Office of Strategic Services, precursore dell’odierna CIA, si basa sulle testimonianze di Ernst Franz Sedgwick Hanfstaengl, uno dei membri della ristretta cerchia di amici del Fuhrer durante gli anni ’20 e 30. Fuggito dapprima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti, fu chiamato dal presidente Roosevelt a collaborare con l’OSS durante la guerra.

Il suo compito fu quello di scrivere un libro di memorie in cui non si faceva mistero delle varie perversioni del Fuhrer. Stando al contenuto di questo dossier, Hitler provava attrazione sessuale sia verso gli uomini che le donne. A tutto ciò non nascondeva le sue inclinazioni sadomaso, e una malcelata attrazione nell’osservare i giovanotti, una passione dalla quale traeva un evidente “piacere estetico”.

Non sorprende quindi che tra il 1910 e il 1913 fosse solito frequentare una pensione viennese per soli uomini, luogo in cui “uomini anziani andavano alla ricerca dei giovanotti”. Con gli anni le perversioni non lo abbandonarono, prova ne è la sua attrazione verso Rudolph Hess, il suo vice nel partito nazista tedesco. Detenuti insieme nel fallito putsch di Monaco del 1923, Hess era a sua volta conosciuto per la sua omosessualità, tanto da essere soprannominato “fraulein Anna”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Sul profilo di Hitler si potrebbero scrivere libri e libri. Su di lui continuano incessantemente ad uscire dei dettagli che a seconda dei casi confermano o smentiscono quanto già di nostra conoscenza. Ad ogni modo quanto emerso dal rapporto non aggiunge niente di clamoroso a quello che di fatto già si sapeva da tempo.

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