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Roma

La battaglia contro il coronavirus: “Resisti Italia”

Bandiere che sventolano su balconi e finestre, monumenti che si tingono del tricolore, striscioni con la scritta “Andrà tutto bene”. No, non ci sono i Mondiali: è l'Italia che si fa coraggio per affrontare l'emergenza causata dal coronavirus.

Esteri
Pubblicato il 25 marzo 2020, alle ore 23:32

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La battaglia contro il coronavirus: “Resisti Italia”

Mentre la pandemia del coronavirus si diffonde rapidamente in tutto il mondo, un fenomeno cresce in maniera proporzionale: l’appoggio e la solidarietà all’Italia, dove ogni giorno si piangono centinaia di morti. I monumenti di molti paesi si sono illuminati con il tricolore, i vescovi messicani hanno espresso la loro vicinanza al popolo italiano duramente colpito dal Covid-19, le foto di bambini curdi con in mano volantini con la scritta “Resisti Italia”, sono solo alcune dimostrazioni.

La stampa estera scrive articoli sul valore del popolo italiano, sul senso di comunità che la pandemia ha risvegliato in noi, un orgoglio nazionale che negli ultimi anni era andato perso. Bandiere che sventolano su balconi e finestre, palazzi e monumenti che si tingono di verde, bianco e rosso, striscioni con la scritta “Andrà tutto bene”. No, non ci sono i Mondiali: è l’Italia che si fa coraggio per affrontare l’emergenza causata dal coronavirus.

Sul quotidiano La Naciòn si legge che da nord a sud, il nostro paese “famoso per il suo scarso rispetto delle regole e senso civico, sembra essere repentinamente cambiato”. Salvo casi isolati, che non mancano mai, i 60 milioni di abitanti sembrano uniti nella lotta a un nemico invisibile e letale, che nessuno si aspettava. Dalla quarantena collettiva gli italiani hanno dimostrato che quella creatività e quella forza che sembrava persa è ancora viva. Dai balconi con il tricolore gli italiani dimostrano di voler resistere: cantano l’inno nazionale o altre canzoni popolari, applaudono il lavoro eroico di medici e infermieri. E vogliono dire al mondo che, sebbene l’Italia sia fortemente castigata dal coronavirus, tutto andrà bene.

Adesso viene alla luce la parte più bella dell’Italia: questo mix di generosità, creatività, ingegno, che rende unico il nostro paese”, ha detto Linda Sabbadini, direttore centrale dell’Istat. Sabbadini ricorda che si tratta di un momento durissimo per gli italiani, anche dal punto di vista di un’economia devastata. Molti corrono il rischio di perdere il lavoro, soprattutto i più vulnerabili, ma davanti a questo nemico invisibile “stiamo recuperando l’orgoglio e la consapevolezza che l’Italia è un grande paese, capace di essere un modello per il mondo e per l’Europa, non solo per come ci vestiamo, mangiamo, lavoriamo, facciamo musica e arte, ma per come una democrazia si prende cura e difende i suoi cittadini da una pandemia”.

E, per concludere, le parole della giornalista di traveler.es, Anabel Vazquez: “In Spagna il film di Rossellini è stato intitolato Te querré siempre. E proprio questo può essere il titolo di quest’articolo, di questa insufficiente lettera d’amore all’Italia. Ti ameremo per sempre.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Ora nel silenzio assordante che lascia spazio alle riflessioni, il coronavirus ci insegna l'importanza della solidarietà e del senso civico che forse avevamo dimenticato. "Non c'è nessuna sensazione più inquietante di sentire il silenzio di qualcosa che è rumoroso". Adesso l'Italia sta zitta o canta una volta al giorno. Riflettiamo.

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