Due donne che hanno lavorato per Julio Iglesias hanno presentato denuncia contro il cantante spagnolo, oggi 82enne, per presunti @busi sessu@li e condizioni lavorative coercitive. I fatti denunciati risalirebbero al periodo compreso tra gennaio e ottobre 2021 e si sarebbero verificati nelle residenze di Iglesias a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana, e a Lyford Cay, alle Bahamas.
Le testimonianze delle ex dipendenti, raccolte da elDiario.es e Univision Noticias, parlano di un ambiente lavorativo definito dalle donne come «controllo, molestie e terr*re», soprannominato dalle stesse «le casette del terr*re». Le due donne, indicate dai media con i nomi fittizi di Laura e Rebeca, raccontano esperienze che descrivono come invasive e oppressive. Rebecca, collaboratrice domestica all’epoca ventiduenne, ha riferito di essere stata sottoposta a rapporti non consensuali con Iglesias e di sentirsi trattata come un oggetto.
Laura, fisioterapista personale del cantante, ha parlato di baci e contatti fisici indesiderati, oltre a rapporti non consensuali avvenuti in luoghi privati come spiaggia e piscina, sottolineando anche lunghe giornate lavorative fino a sedici ore. Secondo l’inchiesta giornalistica, fotografie, messaggi e referti medici confermerebbero le dichiarazioni delle due donne, mentre altri quindici ex dipendenti hanno ricordato episodi di m@ltrattamenti e condizioni lavorative difficili.
La vicenda ha provocato reazioni politiche in Spagna. Il ministro per le pari opportunità, Ana Redondo, ha sottolineato l’importanza di non ignorare il sessismo e ha auspicato un’indagine completa. Yolanda Díaz, leader di Sumar, ha chiesto chiarezza e giustizia, mentre Más Madrid e la sezione madrilena del Psoe hanno richiesto il ritiro della Medaglia d’Oro della Comunità di Madrid conferita al cantante.
Tuttavia, la presidente della Regione, Isabel Díaz Ayuso, ha espresso sostegno a Iglesias, affermando che la Comunità non contribuirà a discreditare l’artista. Il caso è ora nelle mani del tribunale spagnolo. Le denunciate potrebbero configurare ipotesi di reati come «tratta di esseri umani a scopo di lavoro forzato», molestie e violenz@ sessua@e, oltre a condizioni lavorative considerate abusive. Laura e Rebeca hanno ricevuto supporto legale dall’organizzazione internazionale per i diritti umani Women’s Link Worldwide, che assiste le vittime nella gestione delle denunce.