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Israele, Naftali Bennett preoccupato dalla variante Delta: "Non sappiamo fino a che punto il vaccino aiuti"

Come riportato dal sito "The Times of Israel" il primo ministro dell'Israele Naftali Bennett mostra tutta la preoccupazione per l'efficacia dei vaccini contro la variante Delta.

Esteri
Pubblicato il 17 luglio 2021, alle ore 10:19

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Israele, Naftali Bennett preoccupato dalla variante Delta: "Non sappiamo fino a che punto il vaccino aiuti"

La variante Delta inizia a preoccupare in tutto il mondo. Secondo Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale Covid-19, l’aumento della trasmissibilità della variante Delta è stimata tra il +33 e il +110% e quindi, calcolando lo scenario più macabro, viene ipotizzata una trasmissibilità nel limite superiore pari a 1.3.

Continuando su questo trend per il mese di agosto ci si prospetta una crescita dell’occupazione in terapia intensiva e area medica ma che dovrebbe essere comunque inferiore alle soglie critiche del 30% e il 40%. L’unica soluzione, per gli esperti resta il vaccino, con la Francia che per esempio ha adottato le leggi più dure in merito rendendo il green pass obbligatorio per bar e ristoranti. Ovviamente non mancano critiche per questa idea di Emmanuel Macron e, secondo i dati dell’Ansa, tra i francesi è salita la domanda dei certificati falsi del 5000%.

Naftali Bennett preoccupato dalla variante Delta

A destare preoccupazioni nelle ultime ore sono le parole di Naftali Bennett, divenuto primo ministro dell’Israele il 13 giugno 2021. Come riportato dal sito web “The Times of Israel” il leader del partito Nuova Destra avrebbe avuto una riunione con i massimi funzionari e ministri della sanità per discutere i prossimi passi per la gestione del virus, mostrandosi molto preoccupato per gli ultimi numeri.

Il primo ministro infatti dichiara, senza giri di parole, che la protezione offerta dai vaccini contro il Covid-19 è “più debole di quanto sperassimo“: Non sappiamo esattamente fino a che punto il vaccino aiuti. Da un lato i vaccini sono efficaci contro il virus, quindi ci stiamo assicurando di avere le scorte necessarie. Ma i vaccini da soli non bastano. Speriamo tutti di vedere un rallentamento, ma i fatti al momento sono che non c’è un rallentamento, né qui né in giro per il mondo”.

Durante la giornata del 13 luglio Israele ha registrato 732 i nuovi casi di Covid-19, il numero più alto segnalato nella nuova ondata di contagi e il numero maggiore di positivi da marzo ad oggi. In Gran Bretagna invece il 15 luglio si toccano 48.553 casi e 63 morti, mentre in Italia 2898 nuovi casi e 11 deceduti il 16 luglio.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Non bisogna fasciarsi la testa, ma il numero dei contagi è evidente e quindi non bisogna prendere nulla sottogamba. La situazione resta allarmante, e purtroppo vengono colpiti anche i vaccinati, anche se in modo leggermente lieve. Ma spero vivamente che arriveranno parole di chiarimento dopo le dichiarazioni fatte dal primo ministro israeliano.

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