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Israele, il Paese sull’orlo di una quinta ondata di contagi da Covid-19. Cts, "servono restrizioni"

Il Governo ha riferito che il 9% dei casi diagnosticati nelle ultime 24 ore aveva fatto la dose "booster". Per il Cts che consiglia l'Esecutivo il vaccino da solo non basta e servirebbero delle restrizioni per frenare la quarta ondata. Si parla di quarta dose.

Esteri
Pubblicato il 25 novembre 2021, alle ore 18:35

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Israele, il Paese sull’orlo di una quinta ondata di contagi da Covid-19. Cts, "servono restrizioni"

Quello che sta succedendo in Israele è qualcosa che deve far riflettere davvero tutti, e che deve far capire come la pandemia non sia affatto finita. Il coronavirus Sars-CoV-2 continua a circolare tra la popolazione e soprattutto a mutare. Nello stato ebraico quasi tutta la popolazione è completamente vaccinata, e moltissimi di loro hanno già ricevuto la terza dose, o dose “booster” come viene chiamata. Ma il Paese potrebbe presto affrontare una quinta ondata di contagi. Nelle ultime 24 ore il 9% dei nuovi contagiati era vaccinato con la terza dose.

I numeri sono in costante aumento, anche se molto più lento rispetto al passato. La curva comunque punta sù, un pò come sta succedendo in Italia, dove i contagi crescono, anche se in maniera più controllata rispetto allo scorso anno, quando non c’erano i vaccini. E in Israele si teme che questi non possano bastare più a fronteggiare il Covid. Il Cts israeliano ha ribadito al Governo che ci vorrebbero delle restrizioni. “Faccio più fatica a spiegare perché i casi siano diminuiti in precedenza piuttosto che il perché siano aumentati ora con molti non vaccinati o che non hanno fatto il richiamo, e le scuole aperte” – così ha spiegato Arnon Shahar, responsabile della campagna vaccinale. 

Forse quarta dose

Il ministro della Salute, Nitzan Horowitz, si dice molto preoccupato della situazione e non esclude che nei prossimi mesi possa esserci un richiamo con la quarta dose di vaccino. Nel Paese si sta valutando di vaccinare anche i bambini sotto i 5 anni di età, in quanto c’è bisogno di adattarsi all’evolversi della pandemia, così hanno spiegato le autorità.

Una pandemia sempre in divenire, per contrastare la quale servono sempre nuove regole. “In questo momento i vaccini non sono sufficienti per fermare l’ondata di contagi covid e dobbiamo continuare a utilizzare tutti i metodi che riducono al minimo l’infezione senza danneggiare l’economia” – così ha dichiarato il Cts israeliano alla stampa internazionale e al quotidiano Haaretz.

Eventi sportivi e culturali a breve potranno essere limitati soltanto ad un numero preciso di persone, si pensa sulle 100 unità. Anche per l’imminente festa di Hannukkah si potrebbe prevedere una stretta. Il Governo israeliano è chiamato ad esprimesi nelle prossime ore su questi punti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Quello che sta succedendo in Israele ci fa capire come la pandemia non sia affatto finita. Anche se si ha la maggior parte della popolazione vaccinata, questo non vuol dire automaticamente che i contagi vengano ridotti allo zero. C'è sempre chi non è vaccinato e si contagia anche in maniera grave. Per questo contro questo virus dobbiamo essere tutti immunizzati. Se poi ci vogliano ulteriori dosi di vaccino lo vedremo in seguito.

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