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Islanda, doppio colpo di scena nelle elezioni del Parlamento

Questa volta le donne elette sembravano aver superato la fatidica soglia del 50% dei voti, ma poi si è andati a un riconteggio e il risultato si è ribaltato

Esteri
Pubblicato il 27 settembre 2021, alle ore 20:14

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Islanda, doppio colpo di scena nelle elezioni del Parlamento

L’ Islanda, paese di ghiacci, vulcani, geiser e parchi naturali che conta una popolazione di 371.000 abitanti, è stata ieri teatro di un doppio colpo di scena. Lo scrutinio dei voti delle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento era ormai praticamente concluso e il risultato era sorprendente: per la prima volta in Europa le donne che risultavano elette erano più degli uomini.

La rappresentanza femminile dei diversi schieramenti sfiorava il 53% dei voti e si aggiudicava 33 dei 63 seggi in palio. Accade però che in una delle sei circoscrizioni dell’isola si è andati a un riconteggio dei voti e tre delle donne neo-elette hanno perso il seggio a favore di tre uomini. E così il risultato finale annunciato dal presidente della commissione elettorale Ingi Tryggvason si è ribaltato: 33 eletti uomini (52,4%) e 30 donne (47,6%). Anche se non è stata superata la metà, la percentuale di donne alla camera rimane comunque la più alta in Europa. Non si tratta tuttavia di un record poiché il numero era già stato già raggiunto alle elezioni del 2017.

Nel continente europeo solo la Svezia con il 47% di parlamentari donne si avvicina a questi numeri. Nel mondo sono pochissimi i paesi che riescono a fare meglio, secondo i dati dell’organizzazione Inter-Parliamentary Union: il Rwanda è in testa, con il 61,3% della Camera dei deputati, seguono Cuba con il 53,4%, Nicaragua con il 50,6% e il Messico che al Senato ha due donne in più rispetto agli uomini (65 contro 63).

La percentuale di parlamentari islandesi è in ogni caso un segnale: un rapporto di marzo del World Economic Forum identificava la nazione come la 12esima al mondo per standard di egualitarismo. L’Islanda è stata inoltre  il primo paese al mondo ad eleggere un presidente donna nel 1980 e già nel lontano 1961 aveva una legge che garantiva la parità di retribuzione tra uomini e donne.Va anche rilevato che il risultato di ieri è stato raggiunto senza ricorso alle quote rosa.

Il voto di ieri ha anche riconfermato l’attuale maggioranza costituita della coalizione destra-sinistra Verde della premier Katrin Jakobsdottir. Contro ogni previsione la coalizione di Verdi, Partito progressista e Partito dell’indipendenza di destra ha aumentato i suoi consensi ottenendo 37 seggi su 63, contro i 33 dello scorso mandato.

I rapporti di forza all’interno dell’attuale alleanza sono cambiati: i conservatori hanno ottenuto più voti, con il gruppo di Bjarni Benediktsson, che è arrivato addirittura a 16 seggi, 7 dei quali andranno a donne. Il Partito progressista di centro ne ha ottenuti invece 13, 5 in più della scorsa tornata elettorale. Penalizzati i Verdi con solo 8 seggi. L’ipotesi più probabile è che la coalizione che costituiva la vecchia maggioranza continuerà a lavorare insieme, ma non è detto che sia così. 

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - Una maggioranza di donne in Parlamento sarebbe stato un segnale importante non solo per l'Islanda ma anche per tutta l'Europa. I tempi comunque sono maturi ed è facile prevedere che non occorrerà aspettare ancora a lungo perché le donne conquistino anche nella politica il posto che spetta loro di diritto.

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