ISIS, parla l’ex jihadista: “Ostaggi calmi? Non pensavano di morire”

All'emittente britannica Sky News, va in onda un'intervista ad un ex jihadista, che svela l'inquietante verità: gli ostaggi sanno di stare per morire solo quando parte davvero l'esecuzione

ISIS, parla l’ex jihadista: “Ostaggi calmi? Non pensavano di morire”

Quante volte, guardando le raccapriccianti immagini delle esecuzioni dell’ISIS (speriamo per voi, non nella versione integrale…), ci siamo chiesti come facessero gli ostaggi a mantenere la calma? Quante volte abbiamo pensato che, essendo al posto loro, difficilmente saremmo riusciti ad avere lo stesso comportamento?

Ebbene, la risposta è presto data. Da un po’ di settimane sulla stampa internazionale circolava un’indiscrezione riguardante queste esecuzioni: gli ostaggi, al momento di girare il video, non sapevano di stare per morire. Questa sensazione, rimasta tale fino ad oggi, ha trovato conferma nelle parole di un ex-jihadista, che ha confessato questa notizia all’emittente britannica Sky News. L’ex-jihadista, che si era unito all’ISIS tra i miliziani siriani, è fuggito poi in Turchia, riuscendo ad uscire dalle file del gruppo terroristico.

Si tratta della prima volta che tale indiscrezione arriva dall’interno del movimento jihadista, e valida quindi quella che poteva essere considerata ben più di un’ipotesi. L’ex jihadista racconta di aver ricevuto l’ordine di rassicurare gli ostaggi, prima di girare il video, dicendo loro: “Non ci sono problemi, è solo un video. Non abbiamo nulla contro di voi, vogliamo solo che il vostro governo la smetta di attaccare la Siria”. Addirittura, svela l’intervistato, agli ostaggi veniva affibbiato un nome arabo, in modo da fargli credere di trovarsi in una situazione tranquilla, dal clima amichevole, e per dare ulteriore conferma che quella che stavano per filmare era una farsa.

Chiaramente, poi, nei video giunti fino a noi sappiamo tutti la fine che le povere vittime hanno fatto. Il motivo di tale comportamento è semplice da spiegare: non si tratta di puro sadismo, ma di una strategia ben congegnata. Sapendo di stare per morire, il rischio era che gli ostaggi si ribellassero, e che quindi non collaborassero alla realizzazione del video, così da far saltare i piani dei jihadisti.

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