Inizia il processo per Joel Le Scouarnec: il più grande caso di abus* su minori in Francia

24 febbraio 2025 è iniziato a Vannes il processo contro l'ex chirurgo Joël Le Scouarnec, accusato di violazioni della sua posizione di fiducia nei confronti di 299 pazienti, per lo più minorenni, durante la sua carriera

Inizia il processo per Joel Le Scouarnec: il più grande caso di abus* su minori in Francia

Il 24 febbraio 2025 è iniziato al tribunale di Vannes, in Bretagna, uno dei processi più discussi della storia giuridica francese, che vede come protagonista l’ex chirurgo Joël Le Scouarnec, accusato di aver compiuto atti inappropriati su 299 pazienti, la maggior parte dei quali minorenni al momento dei fatti.

Le accuse si estendono su un periodo che va dal 1989 al 2014, coinvolgendo bambini di appena un anno fino a persone adulte. Il processo riguarda quello che è stato definito il caso di abusi più grave mai registrato in Francia. Le Scouarnec, oggi 74enne, avrebbe sfruttato il suo ruolo di chirurgo per compiere atti illeciti durante le operazioni, spesso mentre i pazienti erano sotto anestesia.

Molti dei soggetti coinvolti non ricordano gli eventi a causa del loro stato di incoscienza durante gli interventi. Le indagini hanno rivelato che l’ex chirurgo avrebbe operato in numerosi ospedali, mascherando le sue azioni come normali procedure mediche.

La vicenda è emersa nel 2017, dopo che una vicina di casa ha denunciato un episodio che riguardava la figlia di nove anni. Un’inchiesta approfondita, durata oltre sette anni, ha portato alla luce numerosi documenti sconvolgenti, tra cui i diari personali di Le Scouarnec, nei quali documentava meticolosamente le sue azioni illecite.

Tra gli oggetti ritrovati nella sua proprietà c’erano immagini inappropriate e file digitali che testimoniavano la portata dei suoi atti. Nel 2020, Le Scouarnec era già stato condannato per atti simili nei confronti di quattro bambini, tra cui due nipoti, e ora rischia una nuova condanna che si somma a quella già in corso, che prevede una pena di quindici anni di carcere.

In concomitanza con l’inizio del processo, si sono svolte manifestazioni davanti al tribunale, con striscioni che denunciavano l’incapacità delle istituzioni di fermare questi atti. “Medici, colpevoli, complicità istituzionale“, si leggeva su uno striscione esposto durante le proteste. Gli attivisti chiedono giustizia per i soggetti coinvolti e denunciano la lentezza del sistema giudiziario, che ha consentito a Le Scouarnec di continuare a esercitare la professione di medico nonostante le denunce precedenti.

Gli avvocati e le attiviste sollevano anche dubbi riguardo al supporto fornito alle persone coinvolte, accusando il servizio di assistenza “France Victimes” di non aver offerto un sostegno adeguato. Secondo alcuni, il sistema di assistenza è stato inefficace, con molte persone che si sono sentite lasciate sole nel momento più critico.

Continua a leggere su Fidelity News